La legge elettorale si è arenata E Forza Italia sorpassa Marsilio

23 Aprile 2023

Il partito di Pagano ha 6 consiglieri (in settimana sale a 7) contro i 5 di FdI. La riforma del voto slitta Pettinari (M5S) scopre l’emendamento del governatore che cancella i cinque milioni per le bollette

PESCARA. È come quei fuochi d’artificio che dovevano essere chissà cosa, ma che poi si rivelano un flop. Non ci sarà alcuna rivoluzione delle regole elettorali a un anno dal voto in Regione. . A rivelarlo è la componente della coalizione di centrodestra che, nel giro di una manciata di settimane, è diventata azionista di maggioranza, sorpassando Fratelli d’Italia e affiancando la Lega che però sarà superata tra pochissimi giorni. Tre esponenti del partito che ha riguadagnato punti e potere politico, hanno confermato al Centro il de profundis della nuova legge regionale, proposta dal governatore Marco Marsilio, che avrebbe dovuto introdurre il collegio unico e altri cinque cambiamenti epocali per il voto in Abruzzo.
«La legge è morta», arriva a esclamare per telefono un consigliere della federazione che vede alleati in Regione i forzisti di Nazario Pagano con il gruppo misto di maggioranza, e che vanta sei consiglieri: il del capogruppo di Forza Italia Mauro Febbo, il presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, e gli ex del Carroccio Simone Angelosante, Antonio Di Gianvittorio e Manuele Marcovecchio, espulso dal Consiglio federale della Lega il 5 novembre scorso. A questi di fatto si è aggiunto Emiliano Di Matteo.
Ma non finisce qui perché, nella settimana che sta per cominciare, un altro leghista di aggregherà alla Federazione, portando a sette il numero dei consiglieri contro i cinque di Fratelli d’Italia, Marsilio, Massimo Verrecchia, Umberto D’Annuntiis, Marco Cipolletti e Leonardo D’Addazio, e i sei, per ora, leghisti Sabrina Bocchino, Fabrizio Montepara, Antonietta La Porta, Vincenzo D'Incecco, Luca De Renzis e Simona Cardinali. Ma uno di questi tradirà.
Da Cenerentola a primo attore, Forza Italia & C già da novembre scorso ha detto no alla proposta di legge elettorale di Marsilio che, all’ultima riunione di maggioranza, aperta anche ai moderati di Paolo Tancredi ed Enrico Di Giuseppantonio, all’Aurum di Pescara, è stata messa in stand by.
Rimandata alla prossima legislatura, quindi al voto del 2029. Intanto l’azionista di maggioranza ha festeggiato venerdì scorso a Vasto l’ingresso di Marcovecchio, riempiendo la Città del cinema, ex cinema Corso, con una convention dal titolo “Dove eravamo rimasti”, che è tutto un programma.
Per la precisione “Portobello”, perché con questa frase Enzo Tortora riprese a condurre la trasmissione, dopo un periodo per lui buio e doloroso. Ma non è il caso dell’ex sindaco di Cupello che ha ricevuto abbracci e baci dal suo nuovo popolo, da Pagano a Carlo Masci, Angelosante, Daniele D’Amario, Di Matteo, Febbo e il presidente di Tua, Gabriele De Angelis. «Gli equilibri della coalizione si sono definiti», afferma uno di questi ben sapendo che Marsilio nulla avrà da ridire da qui alle elezioni del 2024. E che nessuno degli alleati darà lo stop a una sua iniziativa che presto riaccenderà lo scontro con il M5S e il Pd. Quale? Con un emendamento di quattro righe il governatore cancellerà gli aiuti per le famiglie alle prese con il caro-bollette. Ma il pentastellato Domenico Pettinari lo ha scoperto e accusa. «Ancora uno schiaffo in faccia agli abruzzesi. Con un colpo di mano», sbotta, «il centrodestra cancella dalla lista degli impegni economici della Regione lo stanziamento di 5 milioni che il Movimento 5 Stelle aveva ottenuto in sede di Legge di Bilancio per contrastare il caro energia che ha messo in ginocchio migliaia di abruzzesi. Marsilio cali il sipario della propaganda e spieghi perché con una mano fa finta di aiutare gli abruzzesi e con l’altra vuole abrogare, con un emendamento che sarà discusso in commissione Bilancio mercoledì, l’articolo che contiene quell’aiuto».
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