Lavori in spiaggia I balneatori: ci faremo trovare tutti pronti

15 Aprile 2020

Ma tra gli operatori cittadini c’è chi non è così ottimista: «La stagione 2020 è già compromessa, ci devono aiutare»  

FRANCAVILLA. Il via libera firmato lunedì sera dal presidente della Regione Marco Marsilio ha dato ossigeno ai balneatori, consentendo la ripresa dei lavori di manutenzione degli stabilimenti e pulizia delle spiagge, allestimento escluso (non si possono mettere palme e ombrelloni), ma è chiaro che la stagione 2020 a oggi resta un'incognita.
L'idea di andare al mare con le mascherine piace a pochi, così come non entusiasma il plexiglass pensato da un'azienda emiliana. L'impressione è che allo stato attuale nessuno può dire quale sarà la situazione tra due mesi, ed è chiaro che tutto dipenderà dall'evoluzione del virus.
A Francavilla i pensieri dei diretti interessati sono differenti: ci sono quelli positivi di Riccardo Padovano e Pierluigi Di Giuseppe, chi la pensa in maniera opposta, come Cristina Falasca, ma anche Luciano Pesce, presidente di Itf, che preferisce non sbilanciarsi. «Dobbiamo credere che la stagione si faccia, e lavorare per questo, anche se partire il 1° giugno non sarà facile», dice Padovano, presidente di Sib Confcommercio e responsabile dello stabilimento Baia delle Sirene. «Non possiamo arrenderci già da ora. Intanto l'ordinanza regionale ci concede la possibilità di fare manutenzione ordinaria alle strutture e pulire le spiagge. Il 2020 non sarà come lo scorso anno, ma se il virus attenuerà la sua forza penso che ci sarà spazio per salvare il salvabile. Adesso atteniamoci alle disposizioni e pensiamo alla salute delle persone». E sui box in plexiglass taglia corto: «Una stupidaggine nata da un'azienda che è riuscita a farsi un sacco di pubblicità». Molto simile il pensiero del collega Di Giuseppe, titolare di Nautilus: «Noi dobbiamo pensare che la stagione ci sarà, e farci trovare pronti. Abbiamo già perso un mese di lavoro a causa del virus. Certo non possiamo aspettare giugno e poi decidere di aprire, perché non ci sarebbe più tempo».
Opposto il pensiero di Falasca, titolare di Sabbia d'Oro: «Solo rimettere in moto uno stabilimento costa migliaia di euro. Per fare cosa? Per correre il rischio di ritrovarsi una spiaggia militarizzata dove chi viene a prendere il sole deve mettere guanti e mascherina e occorre garantire il distanziamento sociale? Io la vedo molto difficile. Ho chiamato due elettricisti per fare alcuni lavori, nessuno mi ha dato la sua disponibilità. Penso che occorra entrare nell'ottica che la stagione 2020 è compromessa e il governo deve dare una mano a chi vive di mare e turismo».
Una via di mezzo è quella invece scelta da Pesce, titolare di Blumarine: «Ritengo prematuro fare discorsi di questo tipo. Abbiamo perso un mese di lavoro e potremmo esser costretti a perdere altro tempo. Prima di metà maggio non si possono fare valutazioni. Se e quando le condizioni lo consentiranno cercheremo di rimettere a posto gli stabilimenti e preparare la stagione, sperando che il tempo perso in primavera possa esser recuperato in autunno. Un’annata al 50%? Magari, ci metterei la firma!».
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