Le foto di famiglia dei pescatori in un calendario

“Vita del borgo”, tremila copie in stampa per il 2017 Il curatore Fanesi: è materiale recuperato porta a porta
PESCARA. L’identità passa per la memoria e quale memoria migliore se non quella scandita mese per mese, anno dopo anno, da un calendario? L’idea nasce da una mostra sulle tradizioni marinare allestita nel 2004 a Villa de Riseis da Giacomo Fanesi, un figlio della Marina, insegnante di discipline nautiche oggi in pensione che s’è messo a raccogliere foto, ricette marinare e poesie. Da lì a farne un appuntamento fisso, un calendario che riportava un pezzo di storia nelle case dei figli e dei nipoti dei pescatori, c’è voluto poco. C’è voluta solo ancora un po’ di sensibilità, quella che il medico Enrico Spina, all’epoca assessore provinciale, mostrò proponendo all’amico d’infanza Fanesi e all’associazione culturale Borgomarino, di non disperdere quel materiale. E di farne un calendario, il calendario del borgo che per il 2017 è ormai alla tredicesima edizione.
La realizzazione, come ogni anno dal 2004, è sempre a cura dell’associazione e del professor Fanesi che nel corso del tempo ha avuto bisogno, per stampa e diffusione, dell’aiuto di uno sponsor. Da da tre anni è il Delfino che ha preso il posto del ristorante La Murena. Ma i protagonisti sono sempre loro, i pescatori e le loro donne, i loro figli, le loro tradizioni.
«Sono foto che ho raccolto porta a porta, andando a bussare nelle case e chiedendo alle famiglie di aprirmi i cassetti», racconta soddisfatto Fanesi. «Non c’è un tema preciso, l’importante è riuscire a tirare fuori quanto di più inedito si può, cercando di rappresentare più o meno tutti». Protagoniste del calendario del borgo 2017 sono le famiglie Palestini e Palestino, Mazza, Fanesi, Ciaccio, Pagliaro, Camplone. «Da una tiratura iniziale di 1.500 copie», racconta Fanesi, «siamo arrivati a stampare tremila calendari perché le richieste sono sempre di più, sia da Borgo marino nord che da Borgo marino sud, perché sono rappresentate entrambe le marinerie». Oltre alle foto storiche che raccontano momenti inediti e anche intimi della vita della marineria, sulle barche, al bar, a giocare a carte, ai matrimoni e perfino all’asilo, come la foto di gruppo del 1955 con le suore di via Vespucci, il calendario veicola anche il patrimonio gastronomico dei pescatori, quello più semplice e gustoso. «Ma dalle ricette tradizionali», riferisce ancora Fanesi, «si è passati negli anni a quelle un po’ più moderne, a piatti più elaborati». E poi la saggezza popolare che in tanti, tra i pescatori, affidano alle rime. Per il 2017 ci sono quelle di Adolfo Ciaccio, Enrico Camplone e Peppino Gianfagna.(s.d.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

