Le mamme in piazza per il parco: «Pronte a incatenarci agli alberi»

Nel quartiere San Donato, terza protesta in pochi giorni a difesa dell’area verde dove sorgerà un asilo I residenti: «Il nuovo servizio può essere realizzato in via Celestino V». E le firme salgono a quota 700
PESCARA. «Siamo disposte a incatenarci agli alberi, qui le ruspe non passeranno». Erika, Monica, Adriana e tante altre: sono mamme e nonne, agguerrite e pronte a difendere con forza il parchetto di Fidia di via Fornace Bizzarri, a San Donato, dove ieri, striscioni alla mano, cartelli appesi alle recinzioni o sparsi nel verde con i nomi dei bambini del quartiere, hanno inscenato la terza protesta in un mese contro la costruzione della scuola materna voluta dal Comune, nel parco di 2.110 metri quadrati immerso tra i palazzi. Una quarta mobilitazione è prevista per sabato prossimo e «chiediamo al sindaco Carlo Masci di esserci», è l'invito dei residenti del rione.
Supportate da un centinaio di cittadini di altri quartieri, (tra cui quelli di via Santina Campana dove il Comune vuole realizzare un asilo al posto degli orti) ed esponenti del M5S e Pd, le mamme hanno alzato la voce contro l’amministrazione comunale che tira dritto sul progetto da 1milione 437mila 624 euro di fondi Pnrr. «Questo polmone verde non si tocca», tuona Erika Pelagatti, promotrice della manifestazione con Monica De Medio e altre madri, mentre al banchetto in tanti sfilano per firmare la petizione, giunta ieri al settecentesimo nominativo. «Non siamo contrari alla creazione di altri asili, ma li facciano altrove, per esempio sul pezzo di terra di via Celestino V, girato l’angolo». Un’area verde «di cui non si conosce la proprietà, ma sulla quale pendono vicende giudiziarie», sostengono gli attivisti. «Siamo disposti a incatenarci agli alberi», prosegue Pelagatti, «ma le ruspe non le faremo passare. In via Socrate c'è un asilo da 4 milioni di euro mai finito, la scuola di via Sacco è chiusa da anni, nelle scuole di San Donato e Fontanelle ci sono spazi vuoti: e vogliono gettare cemento sul nostro parco, peraltro ben tenuto dal Comune con gli impianti di irrigazione, i giochi, i lampioni sostituiti l'anno scorso? Gli amministratori hanno intenzione di sradicare le piante, ma questa operazione non verrebbe a costare di più che cambiare sedime?», si domandano.
«Vescovo aiutaci», è l'appello rivolto a monsignor Tommaso Valentinetti, scritto in nero su un cartello che issano le mamme, mentre i figli corrono e giocano sul pezzo di terra che accoglie «32 specie arboree e 10 alberelli piantati con le nostre mani per ogni bimbo nato nel quartiere», rivela Monica De Medio, un altro genitore attivista insieme ad Antonio Dichiarante e Mario Lufino. «In questo parco i nostri bimbi sono al sicuro», prosegue la mamma, «ci sono le telecamere e noi li possiamo guardare affacciate alle finestre» dei palazzi che abbracciano il parco creato 17 anni fa.
«Qui sono cresciuti i miei 4 nipoti», si infervora Adriana Camplone, con gli occhi umidi di rabbia. Erika Alessandrini, M5S, insieme ai consiglieri Massimo Di Renzo e Paolo Sola, mostrano il prospetto fotografico dell'asilo. «È un edificio lungo e piatto, solo pianterreno, di 600 metri quadri che si potrebbe costruire sul terreno di via Celestino V» propongono i pentastellati che mostrano anche i documenti dell'avvio, nel 2001, di un lungo iter burocratico per la realizzazione del parco di Fidia, e la delibera comunale del 14 settembre scorso che approva la creazione di nuovi asili in via Santina Campana e via Lago Isoletta e ampliamento di via Rubicone. Nella delibera, però, è scritto che il quarto asilo è da realizzare in via Celestino V e non in via Fornace Bizzarri. Errore o svista del Comune? L’ipotesi di Antonio Blasioli, consigliere Pd, è che il Comune, nell’accordo di cessione del finanziamento Pnrr stipulato con il ministero dell’Istruzione, abbia «sbagliato ad indicare la via».
«In ogni caso gettare colate di cemento su un parco è un progetto scellerato, un'idea vecchia e ottusa», concludono il consigliere Pd Piero Giampietro e l'architetto Tommaso Di Biase.
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