Lo Stato Sociale a Chieti: «Suoniamo rock anti-ipocrisia»

CHIETI. Il loro nuovo disco, “L’Italia peggiore”, è uscito il 2 giugno, giorno in cui si celebra la Festa della Repubblica. Una data non scelta a caso, come ci ha spiegato Alberto Cazzola, voce del...
CHIETI. Il loro nuovo disco, “L’Italia peggiore”, è uscito il 2 giugno, giorno in cui si celebra la Festa della Repubblica. Una data non scelta a caso, come ci ha spiegato Alberto Cazzola, voce del gruppo bolognese Lo Stato Sociale. La band si esibirà domani (14 giugno) in concerto al Campus universitario di Chieti, ospite del Festival Strade Musicali 2014. Nel cd, il secondo della band dopo l’esordio con “Turisti della democrazia”, anche una collaborazione con Piotta.
Qual è per voi l’Italia peggiore?
«Da un lato è l’Italia di come ci ha definito Brunetta. Dei disoccupati, dei giovani sfaccendati, dei precari. Non siamo belli e bravi, ma “brutti, sporchi e cattivi”. E questa definizione la portiamo con orgoglio, se a dirlo è Brunetta. Ma è anche l’Italia che raccontiamo nel disco. Quella fatta da tutti i ragazzi che organizzano i concerti, ad esempio. È evidente che questa non è l’Italia peggiore, abbiamo cercato di ribaltare la prospettiva e di creare confusione.
Perché la scelta di far uscire l’album il 2 giugno?
«La Festa della Repubblica viene festeggiata con parate militari e Frecce Tricolori, tutto ciò che non ci piace e non ci rappresenta. Alla celebrazione di una parata sobria abbiamo dedicato il nostro monito di accusa. Siamo un po’ estremisti da questo punto di vista».
Al lancio del disco avete deciso di devolvere a Emergency le royalties delle prime due settimane di vendita...
«Anche questa è una scelta un po’ legata alla Festa della Repubblica e alle parate militari. Abbiamo scelto di devolvere i nostri incassi a chi ricostruisce quello che tutte le guerre distruggono, Emergency. Ci siamo sentiti in dovere di fare una cosa buona e dare un segnale. Di fare qualcosa che fosse più importante di un semplice concerto».
“C’eravamo tanto sbagliati”, il primo singolo estratto, che nel titolo richiama il celebre film di Scola, ha superato nella classifica di iTunes anche il tormentone “Happy”.
«Non ce l’aspettavamo. “Happy” era già in classifica da mesi e lo abbiamo spodestato. Il titolo è un gioco di parole, non ci sono riferimenti diretti al film, anche se bene o male si va a indagare le nefandezze e le ipocrisie dell’animo umano».
Al precedente disco “Turisti della democrazia” avete legato uno spettacolo di teatro-canzone, “Tronisti della democrazia”. Come sarà il nuovo live?
«Lo spettacolo di teatro-canzone con 25 repliche è stata una cosa speciale pensata per la primavera dello scorso anno. Il nostro è un live abbastanza classico, rock, che mischia elettronica e intrattenimento verbale. Parliamo molto».
Com’è il vostro rapporto con i fan?
«Molto buono. Su Facebook siamo in comunicazione con loro. Spesso chiediamo una mano sia per promuovere le nostre iniziative che per condividere cose importanti. Interagiscono anche tra di loro, si sono create amicizie e amori e questa cosa non può che farci piacere».
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