Ma i sindacati frenano: «Il futuro non si rinvia»

6 Ottobre 2024

Stellantis di Atessa, la parola a Nanni (Fim), Manzi (Uilm) e Fegatelli (Fiom) «La proposta del governatore avrà un impatto per noi ancora più devastante»

ATESSA. Non si può rinviare il Green deal, né tantomeno far slittare il termine ultimo per l'avvento di veicoli totalmente elettrici, si rischia un impatto ancora più devastante rispetto a quello già in atto visto che le case automobilistiche, prima fra tutte Stellantis, sono già molto avanti nell'avvio della tecnologia elettrica. I sindacati frenano sulla volontà del governo nazionale, e di conseguenza di quello regionale con il presidente Marco Marsilio in testa che da domani sarà relatore a Bruxelles nella Conferenza delle Regioni, di chiedere a Bruxelles di rinviare lo stop ai motori endotermici e di ripensare l'agenda della transizione ecologica.
Marsilio lo aveva anticipato già due anni fa e lo ha ribadito a Pescara nel più recente Abruzzo Economy Summit: «La sostenibilità non dev'essere solo ambientale, ma anche sociale. Intendo incoraggiare Parlamento e Commissione europei a ripensare l'agenda della transizione ecologica verso l'elettrico. Continuando a inseguire obiettivi irraggiungibili o fuori portata per il mercato rischiamo un danno irreparabile».
Una linea dettata già dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso che da tempo punta ad ammorbidire i vincoli europei. E se Bruxelles ha già storto il naso, anche i sindacati abruzzesi sembrano diffidenti. «Abbandonare oppure rinviare l'avvento dell'elettrico non è la strada da seguire - interviene Amedeo Nanni, segretario della Fim Cisl Abruzzo e Molise - le aziende già da tempo hanno avviato tecnologie molto avanzate sull'elettrico e non si può rinviare un percorso durato anni e costato in termini di ricerca e sviluppo e, come stiamo vedendo, dagli impatti devastanti in termini di costi sociali. E' vero che l'elettrico, soprattutto in Italia, sta incontrando forti difficoltà di mercato, visti i prezzi altissimi anche per le ricariche che attualmente costano molto di più di un pieno di carburante, ma quello che bisognerebbe perseguire è la strada dei bio carburanti, e chiedere all'Europa di ampliare il raggio dell'obiettivo emissioni zero, consentendo di sperimentare anche altre tecnologie come ad esempio l'idrogeno, che ha costi bassissimi».
«La soluzione per evitare il collasso è non abbandonare del tutto i motori endotermici, ma affiancarli alla produzione elettrica - suggerisce il coordinatore della Uilm Abruzzo, Nicola Manzi - il consumatore europeo deve poter scegliere se comprare un'auto elettrica oppure un'auto a bassissimo impatto ambientale, considerando anche che l'Europa, in termini percentuali, contribuisce per l'8% al surriscaldamento globale. L'elettrico pervaderà il mercato, questo è un fatto. La stessa Stellantis ha firmato una joint-venture con la cinese Leapmotor in cui detiene il 51% delle quote e che prevede la vendita di veicoli elettrici a basso costo in molti paesi europei. Si potrà acquistare un'auto elettrica anche tra i 20 e i 30mila euro, in palese concorrenza con Tesla. Ma c'è un ma. In Europa, e soprattutto in Italia, non abbiamo sufficiente energia per uso sociale e domestico, figuriamoci se aggiungiamo i trasporti. Ecco perché ci deve poter essere un'alternativa».
Più caustico è invece Alfredo Fegatelli, segretario regionale della Fiom Cgil: «Con tutto il rispetto - interviene - il presidente della Regione Abruzzo, arriva, come si suol dire, sempre dopo i fuochi d’artificio. Come Fiom, ci chiediamo come si possa essere così miopi. Nel lungo scambio epistolare con Carlos Tavares (Ad di Stellantis), probabilmente Marsilio non si è reso conto che questi ha deciso di smantellare completamente le linee di produzione dei motori endotermici per anticipare di cinque anni, rispetto al 2035, la transizione alla tecnologia elettrica. Una scelta forse azzardata, che oggi vede Stellantis in difficoltà sul fronte delle vendite. La domanda che dobbiamo porci», conclude Fegatelli, «è: come è possibile andare in Europa a chiedere una proroga al 2035 per continuare a produrre motori endotermici, quando in Abruzzo l'unico produttore del settore automotive, Stellantis, ha già avviato lo smantellamento delle linee di produzione dei motori endotermici per passare alla tecnologia elettrica?».