Maria investita e uccisa al terminal bus, via libera al funerale

L’avvocato dell’autista: «Indossava gli auricolari». Acquisita la copia dei dati informatici nel cellulare
PESCARA. Il nulla osta alla sepoltura di Maria Ferrandino, 70 anni di Collecorvino, travolta domenica mattina da un autobus della Tua all’interno del terminal bus, è arrivato nel tardo pomeriggio di ieri. Non sarà quindi eseguita l’autopsia sul corpo della settantenne. La Procura di Pescara, che ha aperto un fascicolo per omicidio stradale, ha però disposto una serie di accertamenti tecnici ritenuti necessari per ricostruire con precisione la dinamica dell’investimento e verificare eventuali ulteriori profili di responsabilità. Al momento l’unico iscritto nel registro degli indagati è il conducente dell’autobus, assistito dall’avvocato del Foro di Chieti Goffredo Tatozzi. L’autista è stato sospeso in via cautelare dal lavoro e gli è stata revocata la patente.
Sul fronte delle indagini, uno dei primi elementi finiti sotto la lente degli investigatori è il telefono cellulare utilizzato dall’autista. Ieri è stata acquisita la cosiddetta copia forense, vale a dire una copia dei dati informatici contenuti nel telefono che consente di procedere agli accertamenti senza alterare il contenuto originale. L’obiettivo è verificare, tra l’altro, se negli istanti precedenti e durante la manovra il cellulare fosse stato utilizzato e ricostruire con precisione l’eventuale attività al momento dell’investimento. L’autosta, tramite il suo legale, sostiene di non aver utilizzato il telefono mentre era alla guida e riferisce anche di avere l’abitudine di indossare gli auricolari. Saranno ora gli accertamenti tecnici a stabilire se ci siano elementi utili a confermare o meno questa versione.
È proprio la manovra dell’autobus, e in particolare gli istanti che hanno preceduto l’impatto, uno dei punti centrali dell’inchiesta. Secondo una prima ricostruzione, il mezzo stava effettuando una manovra a velocità molto ridotta all’interno dell’area del terminal quando la donna è stata investita. La dinamica precisa, tuttavia, non è ancora stata accertata: resta da chiarire la posizione della vittima rispetto al bus, la traiettoria seguita dal mezzo e i tempi della manovra. Una sequenza di pochi secondi che gli investigatori stanno ora cercando di ricostruire attraverso i rilievi eseguiti dalla polizia locale, le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti in zona e gli accertamenti tecnici che saranno effettuati sul mezzo. Il prossimo appuntamento è fissato per il 14 ottobre alle 9.30, negli uffici della Procura di Pescara, dove è stata programmata la consulenza tecnica per la ricostruzione cinematica del sinistro.
L’autobus, posto sotto sequestro dopo l’incidente, sarà sottoposto agli accertamenti necessari per ricostruire la dinamica dell’investimento, le modalità della manovra e la posizione dei diversi soggetti coinvolti. La difesa intende chiedere che l’accertamento venga allargato all’intera area del terminal, concentrandosi su segnaletica orizzontale, delimitazione degli stalli destinati ai bus e caratteristiche dell’area di manovra, compresa la zona del parcheggio delimitata dal Comune con le transenne in plastica. L’obiettivo è verificare se l’organizzazione dello spazio possa aver avuto un ruolo nella dinamica dell’investimento. La Procura dovrà ora mettere insieme tutti i tasselli per stabilire che cosa sia accaduto in quei pochi secondi e, soprattutto, se la condotta dell’autista abbia avuto un ruolo rilevante nella morte della donna.
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