Maria uccisa in Svizzera, pratiche concluse: presto la salma in Italia. Il rientro grazie al fondo vittime di reati

In Svizzera, con la mamma della 22enne Maria Spinelli, ci sono gli altri due figli. Nel Paese elvetico c'è anche il padre della ragazza di Città Sant’Angelo morta in una sparatoria ad Aarau
CITTA’ SANT’ANGELO. Rientrerà in Italia nelle prossime ore, forse già domani sera, la salma di Maria Spinelli, la 22enne abruzzese morta in seguito a una sparatoria al rave party di Aarau, in Svizzera. Dopo il rilascio da parte della procura, sono state espletate le pratiche burocratiche e si stanno ora definendo gli ultimi dettagli per il rientro. Il trasferimento avverrà con l'aiuto finanziario previsto dalla Lav, la Legge federale concernente l'aiuto alle vittime di reati, attraverso il supporto di un'associazione locale. In Svizzera, con la mamma della ragazza, ci sono gli altri due figli.
La giovane, hanno sottolineato ieri le autorità locali in conferenza stampa, è morta per un colpo alla parte superiore del corpo, che ha interessato organi vitali, come emerso dall'autopsia, eseguita lunedì. Dopo l'esame medico legale i genitori della 22enne sono partiti per la Svizzera ai fini del riconoscimento. Poi il rilascio della salma e le pratiche burocratiche, con il supporto del consolato. Nel Paese c'è attualmente anche il padre della ragazza.
Per la vicenda è stato arrestato uno svizzero di 43 anni, ritenuto l'unico responsabile dei fatti. Ha sparato contro la folla oltre 40 colpi, uno dei quali ha raggiunto la 22enne. Sei, inoltre, i feriti.
La famiglia materna della giovane è assistita dall'avvocata Antonella Crudeli, mentre quella paterna è seguita dal legale Bruno Gallo.

