Masci: Ferro di cavallo demolito i criminali hanno perso la base

PESCARA. Una distesa di terra al posto del Ferro di cavallo, il palazzo popolare di via Tavo che gli atti giudiziari hanno dipinto come la «roccaforte della mafia di Rancitelli» in cui custodire e...
PESCARA. Una distesa di terra al posto del Ferro di cavallo, il palazzo popolare di via Tavo che gli atti giudiziari hanno dipinto come la «roccaforte della mafia di Rancitelli» in cui custodire e spacciare droga e nascondere armi. Adesso l’alveare di 120 appartamenti, abitato da decine di esponenti della malavita pescarese, non c’è più e il sindaco Carlo Masci (Forza Italia) pubblica una foto sulla sua pagina Facebook per lanciare un messaggio: «Qui, dove vedete quest’area pulita e aperta, c’era il famigerato Ferro di cavallo, quello che era definito da tutti in Italia l’inespugnabile fortino della criminalità, dello spaccio di droga e della morte. Questa non è soltanto una foto, ma un insegnamento di vita che recita: “Se si vuole, si possono fare anche le cose impossibili”». E Masci lancia la sua sfida in vista delle elezioni comunali fissate al 9 giugno: «Continueremo a farle, per il bene dei cittadini perbene e per la nostra Pescara».
Mentre tutta l’attenzione è concentrata sulle elezioni regionali di domenica prossima con la sfida Marsilio-D’Amico, il sindaco – che ha già due concorrenti, Carlo Costantini e Domenico Pettinari – si affida a Facebook per portare avanti la sua campagna elettorale: un post e risposte nei commenti per tenere un filo con i cittadini. A chi gli chiede «ma i delinquenti del Ferro di cavallo ora dove sono?», il sindaco risponde: «Certo non sono diventate brave persone, sempre delinquenti sono, ma adesso, usciti dal fortino pubblico che si erano organizzati, sono diventati molto più vulnerabili e le forze dell’ordine possono agire in maniera molto più efficace. D’altronde», afferma Masci, «se non credi a me sulla bontà dell’operazione, puoi sempre chiedere al prefetto, al questore, al procuratore». E il sindaco manda un messaggio anche all’opposizione: «Poi, puoi sempre credere alle sciocchezze di quelli che, prima strillavano che non si faceva niente sul Ferro di cavallo, e oggi che l’abbiamo demolito, strillano che i delinquenti ci sono ancora, come se si potessero eliminare così, puoi continuare a farlo. Intanto, leggi i giornali dell’ultimo anno e vedi quante azioni concrete hanno portato a termine le forze dell’ordine».
Al posto del Ferro di cavallo arriveranno due palazzi da 56 appartamenti e una piazza: «L’Ater ha già avviato la gara per realizzare un intervento di edilizia residenziale pubblica di qualità, secondo i nostri schemi di vivibilità della città, compresi i quartieri più difficili», scrive il sindaco.
Tra i commenti, i cittadini segnalano angoli della città che non va: «Sindaco, il cementificio è ricettacolo di tutto uno scandalo». E Masci annuncia: «Il cementificio è uno scandalo da 15 anni, e prima inquinava la città. Tra qualche settimana potrai vedere l’inizio dei lavori di demolizione e smantellamento delle strutture». (p.l.)

