Mensa, saltano le tariffe agevolate Stangata per oltre 400 famiglie

11 Gennaio 2020

Modelli Isee scaduti, ma nessuno ha avvisato l’utenza che ha ricevuto bollettini raddoppiati I genitori: ci sentiamo truffati. Il Pd: grave mancanza di comunicazione. Il sindaco: subito i rimborsi

MONTESILVANO. Il modello Isee è scaduto il 31 dicembre e per le famiglie che utilizzano il servizio di refezione scolastica arriva la stangata improvvisa: il costo del pasto lievita per tutti a 4,70 euro, indipendentemente dalla fascia di reddito.
È questa l’amara scoperta fatta da molti genitori dei 1.245 bambini montesilvanesi che utilizzano la mensa scolastica e che hanno appreso in questi giorni, per caso, di dover ripresentare il nuovo modello Isee per poter continuare a usufruire delle agevolazioni previste dal Comune.
Se il problema non ha interessato i 570 utenti che già appartenevano alla fascia massima, infatti, ben diversa la situazione per le altre famiglie, soprattutto per le 431 che rientravano nella prima fascia e che dunque hanno visto il costo del pasto più che raddoppiare, passando da 2 a 4,70 euro. Una situazione che ha in parte preoccupato e in parte mandato su tutte le furie molti genitori che si sono resi conto da soli o con il passaparola, che i conti non tornavano. Solo ieri intorno alle 13, infatti, è stato pubblicato sul sito istituzionale del Comune di Montesilvano un avviso in merito alla necessità, per le famiglie che utilizzano il servizio a domanda individuale, di regolarizzare la loro situazione presentando un nuovo modello Isee.
«Non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione, né dalla scuola, né dal Comune», evidenziano alcuni genitori. «Poi alcune mamme hanno notato che i soldi scalati erano di più rispetto al dovuto e hanno avvertito anche gli altri. Alcuni di noi sono anche andati in piazza Diaz e hanno chiesto informazioni agli uffici, ma ci avevano tranquillizzato che nulla sarebbe cambiato. E invece ci ritroviamo ad aver pagato già una settimana a prezzo pieno e non sappiamo quanto ancora durerà, e quando potremo avere i rimborsi».
Un disagio che rischia di ricadere non solo sul bilancio familiare, ma anche sui bambini. «Con alcuni genitori abbiamo deciso di fare dei turni», spiega una mamma, «per far mangiare i bambini a casa, perché per noi che apparteniamo alla prima fascia, spendere quasi 5 euro al giorno è davvero troppo. Ci sentiamo truffati perché nessuno ci ha avvertito». A voler approfondire il tema è il gruppo consiliare del Pd che annuncia per martedì prossimo una commissione Vigilanza. «L’aspetto più preoccupante», commentano i consiglieri di opposizione Romina Di Costanzo e Antonio Saccone, «è che rispetto a questa modifica, non c’è stata alcuna comunicazione di preavviso, né da parte del Comune, né sulle comunicazioni tramite il servizio Telegram, né dalla segreteria della scuola, peraltro disinformata rispetto a quanto stia accadendo. Una situazione grave, non solo dal punto di vista amministrativo, rispetto al quale non sono affatto chiare le forme di rimborso, ma anche umano, non essendoci stata alcuna comunicazione a riguardo».
A chiarire l’origine del problema è il sindaco Ottavio De Martinis che detiene la delega alla Pubblica istruzione. «Rispetto allo scorso anno», evidenzia, «è cambiata la legge nazionale, per cui gli uffici comunali di Montesilvano hanno semplicemente dovuto adeguarsi alla nuova scadenza del modello Isee fissata al 31 dicembre. E mi stupisce che il consigliere Saccone non ne sia informato. Quanto ai rimborsi, le famiglie possono stare tranquille perché avverranno immediatamente, a far data dal 7 gennaio 2020, non appena verrà consegnato il nuovo modello agli uffici, e sarà verificata l’attuale fascia di reddito». Intanto, sempre in tema di mense, il Pd evidenzia che nella commissione Vigilanza di martedì verrà affrontato anche «l’altrettanto paradossale situazione di disagio» dei lavoratori della Serenissima Ristorazione apa che gestisce il servizio di refezione in città.
«Mentre per il Comune di Pescara, grazie a un accordo con le organizzazioni sindacali Filcams-Cgil e UilTucs si è garantita la continuità dei contratti durante la sospensione didattica per le festività extra estive», sottolineano i democratici, «per il Comune di Montesilvano resta al momento valida la sospensione contrattuale, con un grave danno economico rilevante, in considerazione del fatto che a prestare servizio sono per la maggior parte lavoratrici occupate per pochissime ore al giorno».
Un tema, quest’ultimo, che alla vigilia di Natale era già stato sollevato da Corrado Di Sante di Rifondazione comunista.
©RIPRODUZIONE RISERVATA