Movida, tornano le scazzottate I residenti: «Il prefetto ci aiuti»

Gruppi di giovani alzano le mani in via Piave: intervengono polizia e vigili urbani con un’ambulanza Una persona multata per ubriachezza molesta. Sanzionato locale che ha venduto alcol a un 17enne
PESCARA. Il baccano di sabato sera nella zona della movida, tra piazza Muzii e dintorni, ha portato all'esasperazione i cittadini che vivono in quelle strade. Perché il caos rende impossibile riposare e dormire, anche dopo la chiusura dei locali, come raccontano i residenti facendo circolare i video del vociare, del movimento continuo di persone e anche dei giovani pronti a passare alle mani. L'altra notte, in via Piave la tensione è salita per la presenza di qualcuno che era evidentemente su di giri, al punto che sono intervenute le pattuglie della polizia municipale e poi della polizia, oltre all'ambulanza.
Qualcuno era pronto a passare alle maniere forti, sono partiti degli spintoni e forse non solo quelli, ma una persona è stata fermata e sanzionata proprio lì per ubriachezza molesta dagli agenti della polizia. Una sanzione è scattata anche per un locale di via Regina Elena, sempre da parte della polizia: gli agenti - impegnati in uno dei servizi per tenere sotto controllo la movida anche per evitare la diffusione del virus - hanno accertato che in quella struttura era stato venduto alcol un diciassettenne.
La serata ha fatto lanciare un grido di allarme al “Comitato dei residenti per la tutela della quiete e del decoro pubblico”, cittadini di via Cesare Battisti, via Clemente de Cesaris, piazza Michele Muzii, piazza Santa Caterina, via Quarto dei Mille, via Giuseppe Mazzini, via Forti, via Goito, via Piave, via Curtatone, largo Scurti, via Minghetti, via Poerio, via De Amicis, via Gorizia e corso Umberto che stanno raccogliendo firme per una petizione e vogliono «chiedere alle autorità prefettizie e comunali di intervenire per risolvere i problemi noti che rendono invivibile il quartiere». Le prime adesioni ci sono già e sono «diverse centinaia, arrivate in meno di 24 ore, senza dover nemmeno pubblicizzare l’iniziativa, segno che troppi sono esasperati», dovendo «subire inermi» ormai da anni. «Non è un mero problema di ordine pubblico», dicono i residenti che spesso si trovano a registrare liti, se non risse. «Bisogna capire che questo quartiere non ha una vocazione finalizzata all'intrattenimento notturno». Di fronte alla situazione «indecente» vissuta anche l'altra notte, «con distanziamento sociale inesistente e numerose situazioni al di sopra delle leggi e delle norme», se la prendono con «chi è alla guida della città, che deve assumersi le proprie responsabilità e dire chiaramente in che modo pensa di tutelare la vivibilità del quartiere in discontinuità con la precedente amministrazione», alla luce degli impegni presi e delle richieste formulate dai cittadini subito dopo l'insediamento, in consiglio comunale. Viene contestata la scelta di «prolungare ulteriormente gli orari dei locali portando la chiusura all'una anche il giovedì. Si deve ragionare in maniera opposta», dicono, e «ripensare al modello di intrattenimento, ridimensionando drasticamente gli orari in questa zona. Servono alternative altrove, perché la situazione attuale non offre garanzie né sul piano anti-Covid né rispetto ai diritti dei residenti che fino alle 2 di notte (e oltre) sono costretti a non riposare. Siamo disposti a mantenere una posizione collaborativa, ma non ci si dica più che il problema non esiste o riguarda 20 residenti».

