Naiadi, staccata anche la corrente Febbo: l’impianto sarà riaperto

Almeno 150 persone tra lavoratori, familiari e utenti hanno manifestato davanti alla Regione L’assessore regionale vuol far ripartire la struttura entro un mese, ma ci sono troppi problemi tecnici
PESCARA. Almeno 150 persone, tra lavoratori, familiari e utenti delle Naiadi, hanno assistito al lungo pomeriggio andato in scena all’interno del palazzo della Regione in via Passolanciano. Il confronto fiume tra i rappresentanti sindacali, dipendenti e tecnici, ricevuti dall’assessore regionale Mauro Febbo, ha prodotto una lunga serie di spunti su cui bisognerà necessariamente continuare a riflettere. Come prima cosa, è stato annunciato il distacco della corrente elettrica a partire da oggi. Un ulteriore passo indietro, con le pompe che smetteranno di funzionare, svuotando progressivamente le vasche della struttura chiusa.
Un elemento che cozza con la volontà tracciata dallo stesso Febbo, cioè quella di riaprire l’impianto nel giro di un mese: «Abbiamo il dovere di tutelare una struttura estremamente attiva nel periodo estivo. La curatela fallimentare, nonostante l’apposizione dei sigilli, ci ha dato la sua disponibilità per farci eseguire i lavori strettamente necessari a rimettere in moto il centro sportivo». Che, stando a quello che emerge, dovrebbero consistere nella sostituzione della caldaia, dell’impianto elettrico e nella manutenzione delle tubature. Su questo punto, però, i lavoratori presenti al tavolo hanno cercato di far capire ai tecnici che il mettere una toppa, come avvenuto a fine marzo, rischierebbe di far riproporre la stessa situazione nel giro di poco tempo. Tuttavia, per mettere in atto il piano proposto da Febbo si pas sa inevitabilmente dall’apertura, venerdì, delle 3 buste contenenti le altrettante offerte.
Una di queste arriverebbe nuovamente da Serraiocco, un’altra da un gruppo di associazioni che lavoravano già nella struttura e una terza avrebbe provenienza romana, con appoggio avezzanese. «Il nostro intento è quello di aprire le buste e nel giro di una settimana procedere alla contestuale assegnazione provvisoria», il che consentirebbe di bypassare il termine di 35 giorni tra i due passaggi.
«Così facendo», prosegue l’assessore allo sport, «non appena i lavori saranno ultimati, l’aggiudicatario potrà subito tornare operativo». Ma anche qui arriva l’intoppo, perché all’articolo 11 dell’ormai famoso mini bando, manca la clausola di continuità occupazionale per gli attuali dipendenti: «Per questo», prosegue Febbo, «i sindacati ci hanno chiesto di modificare il bando. Mi sono preso 48/72 ore per valutare insieme agli avvocati, anche se temo che un’eventuale modifica sarebbe un nuovo passo indietro, con conseguente dilatazione dei tempi».
Anche se un ricorso da parte degli sconfitti è un’ipotesi tutt’altro che peregrina pur lasciando invariato il bando di gara. L’altro punto fondamentale del pomeriggio ha riguardato la tutela dei lavoratori. In questo caso, come già ampiamente ribadito nei giorni scorsi, occorre fare un distinguo. Se da un lato i vertici regionali si sono fatti carico della situazione dei 30 assunti dalla fallita Progetto Sport, quelli che in questo momento rimangono tagliati fuori sono i 40 collaboratori della Sport Life, a cui è stato detto di rivolgersi direttamente al loro datore di lavoro, cioè Vincenzo Serraiocco. Anche se, pure per chi lavorava con la Progetto Sport, si tratta di una tutela a metà: «È chiaro che se c’è una procedura concorsuale, la via è quella del licenziamento collettivo», dice ancora Febbo. «Come Regione però, ci siamo impegnati per favorire sia la corresponsione delle mensilità non percepite e del tfr sia per agevolare una loro riassunzione. Parliamo di persone che lavorano in quella struttura da anni e hanno acquisito specifiche competenze. «Purtroppo, l’errore è stato fatto nel momento in cui è stato redatto il mini bando, che ha un baco enorme, dato appunto dalla mancata clausola di continuità occupazionale». In sostanza, la volontà di riassumerli in questo momento c’è solo a parole. Tra la delusione degli operatori Sport Life, allo stato delle cose estromessi, il commento al lungo confronto spetta al rappresentante sindacale della Cgil Guido Cupido: «Sicuramente c’è stata un’apertura sia sul fronte occupazionale sia su quello della ripartenza delle attività. Noi continueremo a provare a scongiurare un licenziamento collettivo, proponendo altre strade già dall’incontro di venerdì prossimo nella sede del sindacato. Un incontro che vedrà la partecipazione dei lavoratori delusi della Sport Life, perché bisogna offrire anche a loro una forma di tutela».

