Negoziante truffato per telefono: la banca gli rimborsa 90mila euro

Montesilvano, l’uomo aveva fornito le credenziali del suo conto a un falso dipendente dell’istituto I suoi risparmi erano stati azzerati. Ma tramite il suo legale è riuscito a riavere l’intera somma
MONTESILVANO. Bruttissima sorpresa, ma con finale positivo per il titolare di un'attività di Montesilvano che, il 7 agosto scorso, giorno del suo compleanno, si è ritrovato il conto corrente, all'interno del quale vi erano oltre 90mila euro, completamente svuotato. E questo a causa di una truffa telefonica e online, studiata e messa segno in maniera certosina. Ma alla fine è stato risarcito.
Immediata la denuncia ai carabinieri, che ora stanno svolgendo accertamenti. A raccontare l'esperienza vissuta, è lui stesso, F.G.. «Per me», fa presente, «gli ultimi 20 giorni sono stati un inferno. In un attimo, ho perso tutto. Mi hanno aiutato a reagire la forza mentale e soprattutto l'aiuto dei familiari e degli amici veri. L'incubo è iniziato da una telefonata che ho ricevuto nel primo pomeriggio del 7, che era un sabato. Dall'altra parte una persona che si è subito qualificata come il referente di una banca, quella con cui ho a che fare per questioni di lavoro, presentandosi con un nome e cognome che io avevo già sentito. Un dipendente con tale nome, in passato, mi aveva infatti contattato sempre per lavoro. Quindi nulla all'apparenza di sospetto. La chiamata arrivava da un cellulare, ma anche questo non mi ha meravigliato più di tanto in quanto in altre occasioni, per via dello smart working, ero stato contattato in tale modo. La persona in questione, un uomo, mi ha detto che a seguito di una fusione interna all'istituto di credito, di cui ero fra l'altro al corrente, avevano bisogno che io fornissi la mia username per poter effettuare la migrazione dei terminali».
La vittima ha un'attività che si occupa anche di ricariche telefoniche e pagamenti bollette e, quindi, tutto questo per continuare ad eseguire i pagamenti dei clienti. «Io», spiega F.G., «ho chiarito subito che non avevo intenzione di indicare altri dati sensibili tipo il pin e lui mi ha detto che non ne aveva bisogno, spiegandomi che di lì a poco avrei ricevuto un link dalla banca, un otp e avrei dovuto inserire solo quello. E così è stato. Il messaggio mi è arrivato da un numero della banca a me già noto. Un numero con cui anni fa mi giungevano altri messaggi tipo promozioni o invio credenziali di ripristino password. Dunque, niente ancora assolutamente di sospetto». «Poi però», continua il commerciante, «mi è stato chiesto di non usare i terminali per una mezz’oretta per evitare un possibile blocco delle operazioni. Dopo un po' ho chiamato al numero di cellulare, con cui ero stato contattato, e mi hanno ribadito di non usare ancora uno dei terminali e che mi avrebbero telefonato loro per avvisare. Telefonata che però non ho mai ricevuto. A questo punto, mi è venuto il sospetto e sono andato a controllare. Mi è caduto il mondo addosso. Il mio conto era stato svuotato. Erano stati fatti nove bonifici istantanei in uscita e due in entrata. Tengo a precisare che la procedura ordinaria prevede che ogni volta che faccio un singolo bonifico devo inserire un otp che viene generato dalla banca e mi arriva via sms, ma chiaramente non ho ricevuto nulla». Capito che era stato vittima di una truffa, ha presentato denuncia ai carabinieri di Montesilvano e nominato un avvocato di fiducia. Il 27 agosto scorso, la luce in fondo al tunnel. La banca infatti gli ha riaccreditato l'intero importo, che gli era stato portato via.

