Nuova Pescara, Costantini: «Tra i politici c’è disinteresse»
PESCARA. «Vedo una grandissima debolezza culturale del ceto politico, più interessato alla salvezza del proprio tornaconto e all’autoconservazione». A sostenerlo è il consigliere Carlo Costantini,...
PESCARA. «Vedo una grandissima debolezza culturale del ceto politico, più interessato alla salvezza del proprio tornaconto e all’autoconservazione». A sostenerlo è il consigliere Carlo Costantini, all’indomani della decisione di ritirare la sua candidatura alla presidenza della commissione Statuto, ossia l’organo che avrà il compito di stilare un regolamento per la nascita della Nuova Pescara. Costantini, promotore del progetto della nuova città che sorgerà dalla fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore, ha deciso di ritirarsi venerdì, perché non c’era un consenso unanime sulla sua candidatura. La votazione è stata, quindi, rinviata. «C'è un disinteresse nei confronti della verità», afferma il consigliere, «tra 20 anni qui tutto sarà diverso, saremo una società più anziana e come accadrà nel mondo intero più densamente popolati».
«In queste ore», sottolinea Costantini, «mi chiedo cosa siano la spoltoresità, la montesilvanità. Sono valori così assoluti che ti permettono di resistere alla spinta del cambiamento o suggestioni utilizzate per cavalcare l'autoconservazione? Questo tipo di conservazione non è un valore, ma la spia che non si è capito che i cambiamenti sono veloci».

