Nuovo porto, via ai primi lavori: a marzo i cantieri per rifare i moli

17 Ottobre 2022

Parte la gara d’appalto per realizzare il tratto terminale dello scalo, poi si procederà a deviare il fiume  La Regione: «Doteremo la città di un’infrastruttura capace di creare più sviluppo e nuova economia»

PESCARA. Partono, dopo 20 anni di attesa, i primi interventi per realizzare il nuovo porto di Pescara. La Regione ha fatto sapere che è stata avviata la gara d’appalto per la realizzazione dei nuovi moli guardiani nel tratto terminale del fiume. Si tratta del primo grande lavoro, dopo quello dell’apertura della diga foranea, per risolvere finalmente i problemi di insabbiamento del porto canale e di inquinamento del mare. La spesa prevista è di 20 milioni 400mila euro.
l’appalto A darne notizia sono stati il presidente della giunta regionale Marco Marsilio e il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri. «Con la pubblicazione del bando per la realizzazione del molo nord di Pescara da parte di Arap (Autorità di sistema portuale, ndr)», ha detto Marsilio, «prosegue l’impegno da parte della Regione di dotare il territorio di infrastrutture importanti capaci di creare sviluppo e nuova economia». Il termine per la presentazione delle offerte è stato fissato per il prossimo 14 novembre. In questo modo, a marzo del prossimo anno potrebbero già aprire i primi cantieri.
il progetto Si prevedono tre distinte fasi di realizzazione del nuovo porto. La prima è la deviazione del tratto terminale del fiume Pescara. Per arrivare a questo saranno necessari la realizzazione dei nuovi moli guardiani del tratto terminale del fiume posti esternamente all’attuale alveo fluviale; la demolizione del tratto del molo guardiano esistente ricadente nel nuovo alveo fluviale; la deviazione del fiume mediante la realizzazione del tratto di destra del nuovo molo guardiano ricadente all’interno dell’attuale alveo fluviale. Dopodiché, nell’ambito della seconda fase, si procederà alla realizzazione della darsena commerciale con nuove banchine e nuovi terrapieni a servizio del porto commerciale. Infine, cioè la terza fase, la costruzione del nuovo bacino peschereccio.
Il progetto prevede anche delle opere infrastrutturali esterne al nuovo scalo marittimo e cioè il collegamento dell’Asse attrezzato fino al porto, la realizzazione di una nuova viabilità interna, dei parcheggi e di una nuova stazione marittima.
stop all’insabbiamento Tutte queste opere dovrebbero servire a migliorare il deflusso del fiume eliminando così il grave problema dell’insabbiamento del porto canale e dell’inquinamento della costa, in particolare del litorale nord.
Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente della Regione. «L’impegno che avevamo preso per ammodernare il porto di Pescara e renderlo capace anche di ospitare un traffico passeggeri», ha affermato Marsilio, «sta prendendo forma nei tempi stabiliti. Nei mesi scorsi, c’era stato l’affidamento del cantiere, per 7 milioni e mezzo, per la diga foranea e l’emersione della barriera soffolta del molo nord. Adesso di va a completare l’intervento». «Si tratta di un’altra battaglia vinta», ha osservato il presidente della Regione, «un progetto che doveva essere affidato nel 2016, ma che quando ci siamo insediati era ancora chiuso nei cassetti. Arap ha saputo tradurre in realtà i nostri obiettivi strategici e per la città di Pescara si avvicina una nuova stagione per quanto riguarda il turismo e l’economia marittima».
Dello stesso tenore il commento del presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, che ha seguito sin dall’inizio l’iter per la progettazione del nuovo porto. «Stiamo lavorando ogni giorno», ha fatto notare, «per scongiurare quel macigno che piombava sul territorio ogni volta che il porto si insabbiava o che c’era un rischio di esondazione di un’asta fluviale in mezzo alla città con tutti i potenziali pericoli connessi. Dallo scorso dicembre è cominciata la fase reale del cambiamento per il nostro porto con l’avvio dei primi lavori per l’apertura della diga foranea e l’emersione della barriera soffolta a nord. Ora proseguiremo».