Nuovo pronto soccorso, ci siamo C’è anche il padiglione Infettivi

Il primario Alberto Albani, referente regionale per le Emergenze: l’inaugurazione a metà giugno Tra le novità, anche le camere “calde” collegate con la medicina d’urgenza e le salette per i bambini
PESCARA. Ormai è quasi tutto pronto. Le strumentazioni all’avanguardia ci sono, i locali al piano terra sono ampi e colorati, gli arredi hanno tutti i comfort, mancano solo i dettagli «qualche semplice attrezzatura ma importante per il trattamento dei pazienti».
E, poi, finalmente «a metà giugno», annuncia il primario Alberto Albani e referente regionale per le Emergenze-Urgenze, il nuovo pronto soccorso dell’ospedale di Pescara potrà aprire le porte ad un bacino di 100mila utenti l’anno, con picchi di 400 accessi al giorno durante le festività natalizie o nei periodi estivi quando scottature e politraumi da incidenti riempiono le sale d’attesa. Numeri scesi precipitosamente durante il lockdown della primavera 2020 quando nessuno più usciva di casa, in risalita negli ultimi due mesi fino a 100-200 ingressi al giorno. Quasi azzerati, «non più di 4 al giorno» i casi di Covid nelle ultime settimane, col sole a picco e malgrado gli allentamenti delle restrizioni delle misure anti Covid.
L’appello di Albani, rivolto alla popolazione, è sempre quello di «non presentarsi al pronto soccorso se non è strettamente necessario».
I 100mila accessi l’anno sono quelli attualmente registrati nel pronto soccorso di via Fonte Romana, ma destinati a raddoppiare, se non a triplicare, con l’apertura della struttura attesa dalla città da almeno un ventennio.
Tra le punte di diamante del nuovo pronto soccorso, che avrà l’ingresso accanto al Cup, all’incrocio tra via Fonte Romana e via Monte Faito, vi è il padiglione riservato alle Malattie infettive posizionato accanto ad una delle due “camere calde” (ovvero locali, di forma sferica nel caso dell’ospedale di Pescara, collegati con la medicina interna d’urgenza, riservati al passaggio delle ambulanze e allo “scarico” dei pazienti che dalle mani degli operatori del 118, o mezzi di soccorso di associazioni convenzionate, passano in quelle degli operatori del pronto soccorso del presidio)realizzate all’esterno, nelle vicinanze del Centro unico di prenotazione.
Il padiglione Infettivi «è una struttura di grandissima importanza», spiega il primario, «che consentirà di ospitare tutti i pazienti sospetti di malattie, non solo Covid, ma anche Sars, ebola, meningiti, che potrebbero verificarsi o ritornare» nel corso del tempo. I locali saranno dotati di tre posti letto che saranno occupati da pazienti in gravi condizioni, o casi sospetti, che transiteranno nella bolla degli Infettivi prima di essere ricoverati al Covid hospital o negli altri dipartimenti ospedalieri del monoblocco. Nel nuovo pronto soccorso saranno operativi, nella fase iniziale, una ventina di medici e una quindicina di infermieri.
Nel corso di un sopralluogo, effettuato nel presidio con i lavori in corso a metà aprile, il sindaco Carlo Masci aveva commentato: «Mi sembra di essere in una clinica universitaria americana, con spazi ampi, macchinari all'avanguardia e reparti separati».Altro fiore all’occhiello del nuovo pronto soccorso saranno le salette di emergenza riservate ai bambini e ai genitori con una postazione per i giochi, oltre ad una sala d’attesa che potrà accogliere un centinaio di persone dotata di wi fi e postazioni per l’acqua. Il nascente presidio sanitario, la cui inaugurazione è stata rinviata decine di volte per consentire i lavori di adeguamento alle strutture portanti e rinnovati interventi legati alle prescrizioni anti Covid, si estenderà su una superficie di 2mila 200 metri quadrati contro i 900 attuali. I locali in fase di completamento si trovano tra il Cup e l’ingresso ambulanze dove è posizionata la sbarra. I lavori di smantellamento del vecchio padiglione, che ha fatto posto al nuovo presidio, sono iniziati cinque anni fa. (c.co.)

