Oggi il ministero chiede la riapertura ai tir

13 Gennaio 2020

A decidere però è la Procura di Avellino. Previste nuove code. L’allarme del sindaco di Silvi: «Emergenza nazionale»

PESCARA. È atteso per la giornata di oggi il parere del Ministero delle infrastrutture, che deve decidere se gli approfondimenti tecnici presentati da Autostrade per l’Italia danno sufficienti garanzie sulla sicurezza dei viadotti abruzzesi della A14. Se la relazione soddisferà questo requisito, il ministero darà parere favorevole al ripristino della circolazione anche ai mezzi pesanti purché «ad andatura distanziata e contenuta», anche se a decidere, in ogni caso, non è il Mit ma la Procura di Avellino. Dopo la strage di Acqualonga che nel 2013 costò la vita a 40 persone, scaturì l’inchiesta che ha portato al sequestro di decine di viadotti in tutta Italia.
BOLLINO ROSSO. E anche oggi l’Abruzzo si prepara a vivere una giornata da “bollino rosso” a causa della mole di traffico prevista in direzione Sud-Nord, con conseguenze pesanti anche per i comuni attraversati dalla statale Adriatica, dove si riversano i mezzi pesanti ai quali è interdetto il transito autostradale sull’A14. Da quanto ha dichiarato il Mit dopo l’incontro dello scorso 9 gennaio il parere favorevole da inviare alla Procura dovrebbe essere abbastanza scontato, a patto che vengano confermate le anticipazioni emerse 4 giorni fa.
EMERGENZA NAZIONALE. Intanto a fare le spese di questa situazione, che secondo il sindaco di Silvi, Andrea Scordella, deve essere considerata un’emergenza nazionale, sono proprio i territori costieri alle prese con traffico impazzito e inquinamento alle stelle. «I sindaci non possono essere lasciati soli a gestire un’emergenza di questa portata», dice Scordella. «Serve un piano strategico, perché una situazione del genere non può essere gestita da un solo comune. Non abbiamo uomini, mezzi, né le risorse per risolvere in solitudine questo problema, che ripeto, deve essere considerato di carattere nazionale. Il mio comune non può reggere da solo questa criticità».
LASCIATI SOLI. Il comune di Silvi, tra l’altro, si trova a fronteggiare anche un altro problema, quello della competenza della gestione della statale adriatica. «A Città San’Angelo e Pineto», spiega Scordella, «la competenza del tratto è dell’Anas, in quanto si tratta di strada statale. A Silvi, invece, 20 anni fa, il tratto fu classificato come comunale, e questo comporta che è il comune a doversi fare carico della manutenzione». In una condizione di emergenza come quella che si vive in queste ore, spiega, Silvi non può, con le magre risorse di cui dispone, farsi carico di un onere così grande.
LA FIDEJUSSIONE. «Ho chiesto una fidejussione ad Autostrade», aggiunge Scordella, «e ho anche chiesto all’Anas di riprendersi la gestione almeno fino a quando non sarà stata superata questa fase di emergenza». A Silvi, la rottura di un pozzetto causata dai tir è già costata 15mila euro, e i primi danni cominciano a manifestarsi anche sul manto stradale, con avvallamenti in prossimità delle rotatorie. «Noi», conclude il sindaco, «le risorse per intervenire proprio non le abbiamo».