Palazzo Ferrara, stop ai lavori dopo la parziale demolizione

8 Aprile 2018

MANOPPELLO. Più che un cantiere per la ristrutturazione di un fabbricato, sembra un cumulo di macerie di una casa terremotata. Appare così l'antico edificio medioevale situato in piazza Castello,...

MANOPPELLO. Più che un cantiere per la ristrutturazione di un fabbricato, sembra un cumulo di macerie di una casa terremotata. Appare così l'antico edificio medioevale situato in piazza Castello, nel cuore del centro storico di Manoppello, più noto come palazzo Ferrara.
Questa la sua storia. La prima giunta del sindaco Gennaro Matarazzo aveva ottenuto per la sistemazione dell'antica dimora un finanziamento regionale di circa 200mila euro a cui aggiungere circa 150mila euro ottenuti con un mutuo con la Cassa depositi e prestiti. La somma doveva servire per realizzare 4 piccoli appartamenti al primo e secondo piano da destinare a ricettività a basso costo, mentre il piano terra avrebbe dovuto ospitare uno spazio polivalente per mostre e convegni. Prima dell'appalto, intervenne l'Ater (ex Istituto autonomo case popolari presieduta all'epoca dall'attuale sindaco Giorgio De Luca) che promise un finanziamento a fondo perduto di 400 mila euro a condizione che tutto l'isolato fosse destinato a edilizia popolare. Venne rielaborato il progetto, ma si scoprì più tardi che l'Ater non avrebbe potuto onorare l'impegno perché non disponeva della somma annunciata. La seconda giunta Matarazzo modificò il progetto costruire un nuovo edificio al posto dell’esistente, a seguito della demolizione. Nella scorsa tornata elettorale si è parlato di un ulteriore finanziamento del Cipe di un milione e 200 mila euro per il completamento dei lavori. Ad oggi il fabbricato demolito nei piani superiori è un rudere in una delle più belle piazze dell'abitato e il cantiere è fermo. Del progetto non si parla e il problema sembra essere stato dimenticato: la questione, insomma, non sembra interessare gli amministratori né di maggioranza né di minoranza. «I 350 mila euro sono stati usati tutti per la demolizione», si chiedono i manoppellesi? E se non è così, «la somma residua come sarà investita, e quale futuro avrà palazzo Ferrara?». (w.te.)
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