Parruti: distanza e mascherine Oppure i contagi ripartiranno

L’infettivologo avverte: «Troppi cittadini impreparati nelle prova generale del primo maggio»
PESCARA. Fase 2: le parole d’ordine sono distanziamento sociale e mascherine. Parla l’infettivologo Giustino Parruti, della task force della Regione Abruzzo, che lancia un appello ai cittadini e al loro senso di responsabilità. L’esperto, analizzando quanto accaduto in occasione del primo maggio, quando, dopo quasi due mesi di lockdown, soprattutto nell’area metropolitana, migliaia di cittadini si sono riversati nelle strade e sulla riviera, parla di «una prova generale utilissima che ci dimostra come il livello di preparazione sia insufficiente» e sottolinea quanto le misure di prevenzione siano ancora fondamentali, perché i «portatori asintomatici sono ancora troppi». I casi continuano a scendere – ieri ce ne sono stati 16 – ma, ora più che mai, è necessaria prudenza per evitare una ripresa del contagio.
MAPPA DEL CONTAGIO. L’analisi dei dati comune per comune (si veda la tabella pubblicata sopra) consente di scattare una fotografia dell’epidemia in Abruzzo, dalle zone maggiormente colpite a quelle con meno casi. Ciò che emerge è che il territorio in cui la situazione è peggiore è il Pescarese, una delle province più colpite del centro-sud Italia. I soli casi registrati tra Pescara, Montesilvano e Città Sant’Angelo, sommati, rappresentano quasi un terzo del totale abruzzese. Sei i comuni con più di cento casi. In testa alla classifica c’è sempre il capoluogo adriatico, con 489 pazienti affetti da Covid-19. Seguono Montesilvano (221 casi), Chieti (130), Penne (122), Teramo (110) e Città Sant’Angelo (100). Sette i comuni con un dato compreso tra i 50 e i cento casi: Castiglione Messer Raimondo (83), Lanciano (72), Atri (70), Ortona (70), Francavilla al Mare (63), Spoltore (57), Pineto (54). Una quindicina le località in cui si contano decine di casi, ma comunque al di sotto dei cinquanta. Ci sono, tra le altre, L’Aquila (32), Sulmona (49), Avezzano (47), Loreto Aprutino (43), San Giovanni Teatino (30). I dati sono calcolati sulla base della residenza sanitaria, perché considerare la residenza anagrafica o il domicilio, spesso non coincidenti con la prima, comporterebbe un margine di errore più ampio. Sono esclusi dall’elenco i comuni con un solo paziente che, insieme ai casi dalla residenza non indicata, sono 132.
I DATI. Il totale dei pazienti affetti da Covid-19, in Abruzzo, sale a 2.964. Sono 16 i nuovi casi accertati ieri e 18 quelli di venerdì. Dalle ultime analisi eseguite dal laboratorio della Asl di Pescara, centro di riferimento regionale, dall’Istituto zooprofilattico di Teramo e dall’Università di Chieti, è risultato positivo l’1,7% dei 932 tamponi analizzati (venerdì 1,4%). Del totale dei pazienti, 303 sono ricoverati in terapia non intensiva e 16 in terapia intensiva, mentre gli altri 1.560 sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. Continua ad aumentare rapidamente il numero delle persone guarite, che sono 758: 215 i pazienti che da sintomatici con manifestazioni cliniche associate al Covid-19 sono diventati asintomatici, 543 quelli che hanno risolto i sintomi dell'infezione e sono risultati negativi in due test consecutivi. Il bilancio delle vittime sale a quota 327. Tre i decessi più recenti: una 82enne di Montesilvano, una 94enne di Castiglione Messer Marino e una 93enne di Ortona. Si aggiungono ai quattro ufficializzati venerdì, che riguardano una 83enne di Pescara, una 76enne di Cepagatti, una 89enne di Casalincontrada e un 91enne di Chieti. Dopo due settimane di tregua, si registra un nuovo caso a Castiglione Messer Raimondo, paese più colpito d’Abruzzo in rapporto alla popolazione: si tratta di un uomo asintomatico, sottoposto a tampone perché per lavoro ha continuato ad avere relazioni interpersonali.
LE PROTEZIONI. «I portatori asintomatici sono ancora troppi per andare in giro senza mascherine e per non mantenere il distanziamento sociale», sottolinea il direttore delle Malattie infettive di Pescara, Giustino Parruti, il quale – reduce da settimane di turni estenuanti in ospedale per far fronte a un’emergenza che definisce «uno tsunami» – non nasconde la sua amarezza dopo aver visto le immagini di persone in gruppo e senza mascherine. Secondo le stime, in zone caratterizzate da una circolazione importante del virus, come Pescara, gli asintomatici rappresentano il due o tre per mille della popolazione. «Il frutto del distanziamento sociale è stato eccezionale», osserva, «e il tasso di trasmissione del virus è letteralmente crollato. Ora dobbiamo mantenere un adeguato e completo distanziamento sociale per almeno altri 15 giorni». Vale a dire distanza di almeno un metro, mascherina e guanti. Perché «con queste precauzioni, chiunque fosse ancora portatore asintomatico non può infettare altri, qualunque sia la relazione in cui si è coinvolti, al mercato, a passeggio, tra amici». Tra due settimane, infatti, la possibilità che vi siano ancora portatori asintomatici «si sarà ridotta di almeno cento volte ancora».
«RESPONSABILITÀ». L’infettivologo lancia quindi un vero e proprio appello «alla responsabilità dei cittadini: non c’è obbligo che si possa sostituire al senso civico e al voler bene a se stessi e al prossimo. In questo momento», sottolinea l’esperto, «non c’è altra strada, solo il distanziamento sociale ci può salvare. Se nelle prossime settimane manteniamo il distanziamento e indossiamo le mascherine possiamo ridurre di molto i rischi. Se ricominciamo le relazioni sociali senza protezioni, basterà poco perché i contagi riprendano». Protagonisti della fase 2 saranno i cittadini e il loro senso di responsabilità. «Solo così potremo scongiurare che la terribile catena di sofferenze e impoverimento della nostra popolazione torni a ripetersi con indicibili ed imprevedibili conseguenze», conclude Parruti.
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