Penne piange Adriana: grande esempio per tutti

16 Dicembre 2020

A 60 anni, lascia il marito Femio Di Norscia, operatore del 118 del San Massimo e i figli Elena e Matteo, maestra e preparatore dei portieri del Pescara Calcio

PENNE. Penne piange e saluta per l’ultima volta Tiziana Giancaterino in Di Norscia, da tutti conosciuta come Adriana. È morta a 60 anni, lunedì pomeriggio, dopo aver combattuto fino all’ultimo con una brutta malattia che da tempo l’affliggeva. Se n’è andata in silenzio, com’era nel suo stile, sempre pacata e mai fuori le righe.
I funerali si terranno oggi, alle 10,30, nella chiesa della Madonna del Carmine di Penne. Ieri le persone e i parenti a lei più cari le hanno portato il saluto nella camera ardente allestita nella casa di famiglia in contrada Colle Formica, a due passi dal Lago di Penne. Lavorava come ragioniera negli uffici dell’officina concessionaria dei fratelli Napoletano da appena dopo il diploma. È stata da sempre una donna garbata, con un sorriso contagioso. Mai fuori posto, sempre a modo. Era molto legata alla sua famiglia: al marito Femio Di Norscia, operatore del 118 del San Massimo, ex consigliere comunale di Penne ed ex dirigente della storica società del Penne Calcio, e ai figli Matteo ed Elena, rispettivamente preparatore dei portieri del Pescara Calcio e maestra di scuola Primaria. Chi ha avuto il piacere di conoscere Adriana Giancaterino la ricorda come una donna con la quale era davvero bello trascorrere del tempo insieme. Mai una parola fuori posto, sempre con il sorriso e la battuta pronta nonostante gli ultimi anni della sua vita non fossero stati una passeggiata. «Abbiamo creduto fino in fondo che tu potessi sconfiggere quella terribile malattia. E invece no», scrive su Facebook la nipote a lei molto legata, Daniela Giancaterino. «Mai una lagna ho sentito dalla tua bocca in questi anni. Mai uno scoramento. Mai una perdita di coraggio. Sono felice che tu mi sia stata d'esempio», scrive ancora Daniela Giancaterino. Anche sul posto di lavoro Adriana Giancaterino ha lasciato solo ricordi belli e positivi. «Non posso credere che non la vedrò mai più, che non potrò più chiederle un consiglio», dice Stefano Napoletano, che nella sua officina di famiglia è diventato uomo anche grazie ai consigli di Adriana. «Era davvero una persona meravigliosa. Mi ha visto nascere, crescere e avrà per sempre un posto nel mio cuore. La sua devozione al lavoro era unica, un nostro problema diventava automaticamente un suo problema», ricorda. «Avevo imparato a conoscerla bene, ricorda Gabriele Buttari, «prima come zia di cari amici e poi in ambito lavorativo». «Una persona veramente speciale: sempre sorridente e pronta allo scherzo, sempre positiva anche dopo quello che le era successo, sempre disponibile e gentile», conclude.