PesGara per la legalità Le istituzioni premiano i filmati degli studenti

Ma prima un minuto di silenzio per le vittime dell’Emilia Romagna Il prefetto Di Vincenzo: «Obiettivo dell’evento, coinvolgere i cittadini»
PESCARA. C’erano tutti i rappresentanti delle istituzioni cittadine, delle forze dell’ordine, di tribunale e Procura, ma c’erano soprattutto tanti pescaresi e tanti giovani, ieri, all’Aurum, per la giornata conclusiva di “PesGara per la legalità-Corto”, il primo concorso nazionale di cortometraggi e video che, con il linguaggio tipico del digital storytelling, ha affrontato i temi della legalità, della sicurezza, della riqualificazione delle aree urbane, dei diritti.
Per tutta la giornata, nella sala Europa, sono stati proiettati i cento cortometraggi in gara, dando quindi la possibilità a tutti di poterli vedere. Nel pomeriggio, il prefetto Giancarlo Di Vincenzo, ideatore dell’iniziativa, il procuratore capo Giuseppe Bellelli e il sindaco Carlo Masci hanno premiato con delle targhe i vincitori, dopo che lo stesso sindaco ha omaggiato di una miniatura dell’Aurum l’attore della serie “Mare fuori”, il pescarese Domenico Galasso.
Per la sezione “Diritti delle donne e diritti negati”, primo classificato è stato il cortometraggio “L'illusione della vendetta”, presentato da Danilo Tomei; per la sezione “Legalità – diritto alla sicurezza del territorio”, vincitore è stato il corto "Fluvìa - Ecomuseo della Pescara", presentato da Jessica Sablone; per la sezione “Riqualificazione aree urbane”, primo classificato il corto “Violenza sulle donne”, presentato dal professor Antonello Pellicciotta e realizzato dagli studenti della 2ª G dello scientifico Galilei di Pescara. La manifestazione, organizzata dalla prefettura insieme a Tribunale, Procura, dalla Questura guidata da Luigi Liguori, dai comandi provinciali dei carabinieri e della finanza, diretti dai colonnelli Riccardo Barbera e Antonio Caputo, forze armate, vigili del fuoco, Regione, Provincia, Comune, Curia, Università d’Annunzio e ufficio scolastico provinciale, con il supporto dell’associazione Ennio Flaiano e del MediaMuseum diretti da Carla Tiboni, si è aperta in mattinata con un minuto di silenzio, richiesto dal prefetto, per le vittime dell’alluvione che ha colpito l’Emila Romagna. Quindi, dopo l'inaugurazione della mostra “Cortometraggi” e, nella sala d’Annunzio, del Villaggio della prevenzione, ci sono stati momenti di riflessione su legalità, verità, giustizia e ambiente urbano. «Questa iniziativa», ha evidenziato Di Vincenzo, «è frutto di un lavoro di squadra che ha visto insieme istituzioni e risorse positive del territorio. L’obiettivo è coinvolgere i cittadini accorciando le distanze che a volte possono esserci con le istituzioni. E, non in ultimo, la valorizzazione dei diritti in una accezione dinamica e più avanzata».
«Ci troviamo in un campo aperto», ha evidenziato il sindaco Masci, «in cui le istituzioni fanno prevenzione con mezzi nuovi. Noi oggi parliamo di cultura, di arte, di sport. Parliamo di argomenti che generalmente le forze dell’ordine, la procura, il tribunale, il prefetto non trattano. Invece a Pescara sì, perché c’è una grande capacità di interpretare il territorio e di capire di cosa ha veramente bisogno, e questo per fare in modo che i cittadini che sono più in difficoltà e più dediti a commettere atti criminosi, possa trovare altre strade attraverso messaggi nuovi». Nel suo intervento, il presidente del Tribunale Angelo Mariano Bozza si è soffermato sull’importanza del dialogo come «base della democrazia». «Dal confronto», ha spiegato, «nascono le idee che danno la possibilità di scoprire, andare avanti e migliorare sempre».
Ha parlato, quindi, della verità, che è stata al centro di un convegno a cura dei docenti del liceo scientifico Da Vinci e organizzato dal procuratore aggiunto Anna Rita Mantini. Convegno che è stato introdotto dal procuratore capo Giuseppe Bellelli con numerosi spunti e riflessioni, a cominciare dal processo penale come accertamento della verità.

