Ponte Nuovo, partono i lavori Il cantiere resterà aperto 14 mesi
L’infrastruttura permetterà di collegare le due sponde all’altezza dell’ex Camuzzi e costerà 13 milioni Ma è polemica sulla paternità dell’opera. Sospiri (Forza Italia): merito della nostra lungimiranza
PESCARA. Il conto alla rovescia per l’apertura del cantiere del Ponte Nuovo si chiude tra una settimana o al massimo dieci giorni. E se il centrodestra e il centrosinistra di ieri e di oggi si litigano la paternità, per una rivoluzione della viabilità e un decongestionamento del traffico diretto verso l’area di risulta e i quartieri a sud-ovest e a nord-ovest della città, bisognerà fare i conti con 420 giorni “continuativi” di lavori in corso. Dopo la stagione degli espropri e dei ricorsi al Tar, che negli anni scorsi hanno rallentato l’avvio del progetto e fatto lievitare i costi a 13 milioni e 100 mila euro, occorrerà attendere altri 14 mesi per ammirare l’infrastruttura strallata che collegherà la sponda destra con quella a sinistra del fiume Pescara. Come hanno sottolineato ieri il sindaco Marco Alessandrini e il suo vice Enzo Del Vecchio, la delibera di giunta che dà l’ok al progetto esecutivo è stata approvata il 26 febbraio scorso, mentre nei prossimi giorni sarà firmata la consegna dei lavori all’associazione temporanea composta da Di Vincenzo Dino & C. e Fip Industriale.
Le misure. Il Ponte Nuovo ha una lunghezza di 85,90 metri dalla sponda destra della parte sud del fiume Pescara (via Aterno) alla sponda sinistra della parte nord (via Valle Roveto). Le due rotatorie, situate all’estremità, permettono il collegamento con via Gran Sasso, via Lungaterno nord e via Valle Roveto (parte nord lungo la sponda sinistra) e con le rampe d’ingresso e di uscita dell’asse attrezzato, all’altezza dello svincolo Torri Camuzzi (parte sud lungo la sponda destra). L’opera è stata progettata per fungere da «raccordo funzionale» tra il centro e Porta Nuova e per alleggerire il traffico veicolare che grava sul ponte D’Annunzio, in modo da «rivoluzionare le abitudini e la vita dei pescaresi», assicura il sindaco. Con i suoi 28 metri di larghezza, le quattro corsie (due per ogni senso di marcia) divise da uno spartitraffico largo 4,5 metri e le due piste ciclopedonali da 2,9 metri, l’infrastruttura è di forte impatto. La tipologia è quella del ponte strallato, ossia sorretto da una serie di cavi ancorati a piloni di sostegno. In questo caso ci sarà un unico antennone.
I costi. Dalla posa della prima pietra, durante la campagna elettorale dell’ex sindaco Luigi Albore Mascia, ad oggi che è stato approvato il progetto esecutivo, sono stati apportati alcuni cambiamenti. All’altezza dell’intersezione sud del rondò sono state inserite due corsie di svolta a destra: una per immettersi sul ramo di uscita sud-ovest dell’asse attrezzato e l’altra per salire sul ponte da via Lago di Campotosto immettendosi sull’asse in direzione sud-est. «Altri problemi», ha aggiunto Del Vecchio, «hanno riguardato l’oleodotto di Di Properzio. I costi sono passati da 9 milioni e 900mila euro del progetto preliminare del 2008 agli attuali 13 milioni e 100mila euro che saranno finanziati dall’Anas (5 milioni) in cambio della gestione dell’opera, con l’aggiunta di fondi Terna (1 milione e 625mila euro), fondi Fesr (3 milioni e 667 mila euro più altri 1,5 milioni) e grazie a un mutuo acceso dal Comune nel 2013».
La polemica politica. A rivendicarne la paternità è il capogruppo regionale di Forza Italia Lorenzo Sospiri: «In politica non c’è nulla di peggio dal non riconoscere le “buone” eredità ricevute dalle amministrazioni che ci hanno preceduto», ha detto, «se oggi esiste il cantiere del Ponte Nuovo è merito della lungimiranza di chi lo ha previsto nel piano della mobilità a fine anni ’90 e soprattutto di quel governo di centrodestra che nel 2009 ha salvato il progetto che, dopo sei anni di centrosinistra, non era cantierabile perché mancava un tassello fondamentale: il potenziamento degli argini del fiume». «E’ stata l’amministrazione D’Alfonso», ha ribadito Del Vecchio, «ad approvare il progetto preliminare con la copertura finanziaria di 9 milioni di euro. Questi i fatti e non certamente le buone intenzioni mai attuate».
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