Porto insabbiato, avviati i lavori: i primi scavi sui fondali più bassi

20 Marzo 2022

Ieri mattina è arrivata l’imbarcazione per prelevare i fanghi nelle zone dove si incagliano i pescherecci Ma l’intervento più importante è in programma il prossimo settembre, stanziati due milioni di euro

PESCARA. Al porto canale, dove la notte fra mercoledì e giovedì sono rimasti in secca, a causa dei fondali troppo bassi, altri due pescherecci: Erminio Padre e Lupetto, con conseguenze per una ventina di imbarcazioni più piccole che li seguivano, partono i lavori.
Per il momento si tratta di interventi di emergenza, che saranno ripetuti ogni 15 giorni per liberare la canaletta e quindi consentire alla marineria di entrare e uscire dal porto senza problemi e soprattutto senza incidenti. Da settembre, invece, dovrebbe essere avviato il dragaggio vero e proprio.
Ieri mattina, alle 5, è arrivata la draga. Come prima cosa si è provveduto alle analisi batimetriche volte a misurare la profondità dei fondali, in modo da sapere dove è più necessario togliere i materiali. Nel pomeriggio, sono cominciate le operazioni, che proseguiranno domani e martedì.
L’obiettivo, come sottolinea il dirigente comunale ai Lavori pubblici, Fabrizio Trisi, è arrivare ad una profondità di quattro metri. «Questo tipo di lavori», spiega, «saranno effettuati ogni 15 giorni sino a settembre quando partirà il progetto più grande e più atteso, per il quale è stato stanziato un milione di euro ciascuno da Regione Abruzzo e autorità portuale». Il progetto che si sta predisponendo, stando a quanto riferito, prevede che le sabbie una volta prelevate vengano collocate dentro dei grossi sacchi, tipo salsicciotti, poi posizionati a ridosso del porto. «A meno che», spiega Trisi, «non cambi a giorni la legge inerente lo smaltimento. Se così fosse, i materiali potrebbero essere trasportati nelle discariche per poi essere utilizzati per il sottofondo stradale. Ciò faciliterebbe in generale tutte le operazioni, consentendo anche di liberare dai fondali più materiali». Ed è quello che auspica la marineria, ormai all’esasperazione fra i danni continui alle imbarcazioni causate dai fondali bassi, che li costringe letteralmente a strisciare, e il caro gasolio.
E’ di pochi giorni fa, l’annuncio da parte della Regione dell’assegnazione da parte del ministero di 21 milioni e 200 mila euro per la deviazione del porto canale. «Speriamo», dicono i pescatori, «che questa enorme opera possa servire davvero a risolvere i nostri problemi». Ne è sicuro, invece, il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, secondo cui, per il porto «inizia il cambiamento». «Sapevamo e avevamo annunciato, spiega, «questa disponibilità già a dicembre, quando abbiamo aperto il cantiere per l’avvio dei primi lavori per 7 milioni e mezzo di euro per l’apertura della diga foranea e l’emersione della barriera soffolta del molto nord, intervento che dovrà concludersi per i primi mesi del 2023. Per il nostro porto», ribadisce, «è cominciato davvero il cambiamento. Finalmente stiamo insediando i lavori per la messa in sicurezza prima e per lo sviluppo subito dopo dello scalo, e grazie al maxi-finanziamento di 21 milioni 200 mila euro proseguiremo subito con la deviazione integrale di tutto il molo nord, poi di tutto il molo sud, quindi l’intero bacino commerciale sarà libero dall’arrivo dei detriti del fiume e avremo abbattuto i problemi del porto. Quindi», prosegue Sospiri, «è un’ottima notizia per i nostri imprenditori della pesca, per la balneabilità del mare, per i traghetti passeggeri e per la sicurezza dell’asta fluviale che corre in mezzo alla città con tutti i rischi connessi a una potenziale esondazione».