Rancitelli, controlli dopo i contagi I residenti: fate ripartire gli sfratti

20 Maggio 2020

La Asl assicura che il rischio di un nuovo focolaio è scongiurato, i casi sotto esame sono solo due Il sindaco Masci: «Allarmi inattendibili, il questore ha assicurato un maggior presidio del territorio»

PESCARA. Sono due i contagi accertati nel quartiere Rancitelli dopo la partecipazione al funerale in Molise. È quanto emerso dal Comitato per l’ordine e la sicurezza, riunito ieri.
Il caso del quartiere, considerato snodo dello spaccio, è approdato in prefettura dopo le notizie sulla positività di alcuni residenti a seguito della loro presenza alla cerimonia funebre a Campobasso lo scorso 30 aprile. Da quella data si sono sviluppati a macchia d'olio numerosi contagi tra Vasto e Lanciano. Anche i residenti del rione del Ferro di cavallo avevano partecipato, tanto da far temere la possibilità di un focolaio.
Nella riunione, presieduta dal vice prefetto vicario Carlo Torlontano, erano presenti, tra gli altri, il sindaco Carlo Masci e il coordinatore del dipartimento Prevenzione per l'attività Covid-19, Ildo Polidoro. Quest'ultimo ha confermato che, «nell’ambito della mappatura dei contatti di coloro che hanno partecipato alle esequie», scrivono in una nota dalla prefettura «è stato accertato un caso indice, positivo al Covid-19, residente nel quartiere Rancitelli. Successivamente è risultato positivo il coniuge. I due pazienti sono stati posti in sorveglianza attiva, come i contatti stretti, ricostruiti dalla Asl».
Restano in attesa degli esiti dei tamponi 5 membri del nucleo familiare dei due positivi, a oggi asintomatici. «La situazione è assolutamente sotto controllo e non sono attendibili forme di allarmismo che in questo momento di ripartenza procurano molti più danni del contagio. La paura è un limite enorme per tentare il ritorno alla normalità», commenta il sindaco Masci. Il primo cittadino nei giorni scorsi, alla luce dell'allarme lanciato dal comitato di quartiere di Rancitelli, che aveva acceso i riflettori sui possibili contagi, aveva annunciato di voler richiedere un potenziamento dei controlli nella zona. «Il questore Francesco Misiti ha assicurato un incremento dell'azione di presidio nell'ambito dei controlli su tutto il territorio. Anche nei mesi di lockdown», prosegue Masci, «non c'è mai stato un abbassamento dell'attenzione sulla zona. L’attività sul territorio e nelle periferie è stata precisa e puntuale, in particolare a ridosso di quei giorni in cui era scattato l’allarme circa il rischio di nuova diffusione dei contagi».
Il quadro emerso dalla riunione in prefettura è diverso da quello dipinto nei giorni scorsi dal comitato “Per una nuova Rancitelli”, presieduto da Francesca Di Credico. «Dichiarare che i controlli sono stati gli stessi anche in pieno lockdown è negare l'evidenza», afferma, «tutta la città si è accorta dei fuochi di artificio o delle feste delle scorse settimane. Ben venga che non si sia sviluppato nessun focolaio, ma ciò non toglie la gravità di quanto accaduto, ossia la partecipazione di residenti a un funerale fuori regione».
In tema di sicurezza, dal comitato si sarebbero aspettati «un'ammissione della realtà». «Comprendiamo», dicono, «che nei mesi clou della pandemia c'erano altri fronti da controllare sul territorio e questo inevitabilmente ha ridotto l'attenzione sul rione». Il comitato, nelle scorse settimane, ha inviato segnalazioni continue su matrimoni, funerali, battesimi, compleanni. «Non si sono fermati nemmeno gli episodi di occupazioni abusive. Avremmo sperato in un presidio fisso di controllo con l'ausilio dei droni, ad esempio», chiarisce la presidente del comitato, «da alcuni giorni abbiamo notato un'intensificazione dei controlli, ma attendiamo che questi diventino ancora più stringenti in alcuni punti e che si riprenda appena possibile con l'azione di sfratti rimasta in sospeso ormai da mesi».
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