Riapre il Palazzo dell’Emiciclo Gli auguri di Mattarella e Conte

23 Giugno 2018

L’opera, costata otto milioni, rappresenta una delle strutture antisismiche più innovative d’Europa Il taglio del nastro dopo l’Inno di Mameli cantato dal tenore abruzzese Aleandro Mariani 

L’AQUILA . L’agorà affaccia sulla Villa comunale creando un unicum tra il palazzo dell’Emiciclo e il giardino pubblico urbano. Il colonnato semicircolare, simboleggiato dalle parole greche emi, “mezzo” e kiklos “cerchio”, assume una forma che va ben al di là della ricostruzione fisica della storica sede del Consiglio regionale.
L’INNO NAZIONALE. Quando il tenore abruzzese, Aleandro Mariani, poco dopo le 16, intona l’Inno di Mameli di fronte a una folta platea di istituzioni locali, politici, parlamentari abruzzesi e sindaci, la folla si fa silenziosa. È il momento della solennità e delle emozioni, in una congiunzione spazio – temporale che fa del complesso monumentale dell’Emiciclo un luogo di ritrovata creatività culturale e sociale.
IL TAGLIO DEL NASTRO. Così, l’imponente atrio, privato della vecchia scala interna, dove si staglia la vetrata del maestro Franco Summa, diviene sala espositiva per artisti e creativi. È il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, a tagliare il nastro insieme al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, al sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, al commissario alla ricostruzione del cratere 2016, Paola De Micheli e al vice presidente del Csm, Giovanni Legnini. Sfilano molti ex presidenti della Regione insieme all’onorevole Gianni Letta, uno dei protagonisti della rinascita della casa dell’assise regionale.
MESSAGGIO DI MATTARELLA. «È questo un giorno di rinascita, di grande speranza e fiducia», il messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, «a nove anni dal tragico terremoto che ha colpito al cuore la vostra meravigliosa terra. Dalle conseguenze di un terremoto si deve e si può ripartire. Voi lo avete dimostrato con la passione e la determinazione di cui siete capaci. La riconsegna alla città di un monumento come il palazzo dell’Emiciclo, è oggi un simbolo potente della ricostruzione, del cammino già compiuto e di quello da completare». Anche il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, e il presidente della Camera, Roberto Fico, hanno inviato attestati di stima e vicinanza alla comunità abruzzese.
LUOGO DI AGGREGAZIONE. «Questo è il luogo da cui riparte il viaggio della nostra straordinaria terra», le parole di D’Alfonso, dopo la piéce teatrale dedicata alla figura di Celestino, interpretata dal direttore artistico del Tsa, Simone Cristicchi.
«Oggi inauguriamo la casa della democrazia regionale», ha detto D’Alfonso. «Un palazzo che si apre alla città», la sottolineatura del presidente del Consiglio, Di Pangrazio, e del sindaco, Biondi. «Da voi abruzzesi ho imparato moltissimo», il commosso saluto della commissaria De Micheli, «questa realizzazione è il segno della rinascita. La svolta qualitativa delle ricostruzioni post-sisma, in Italia, è cominciata all’Aquila». Per Legnini «l’Emiciclo simboleggia i valori e i sentimenti dell’Abruzzo, anche per l’alta funzione a cui assolve».
L’EMICICLO. Un’opera imponente. Una delle strutture antisismiche più innovative d’Europa.
La ristrutturazione dell’Emiciclo, eseguita dalle imprese Walter Rosa, Enrico e Gianfranco Ricci ed Elettroidraulica Silvi, per gli impianti tecnologici, è costata 8 milioni 426mila 463 euro. Oltre alla riconnessione con la Villa Comunale, che apre il palazzo di Governo e il suo colonnato alla città, l’Emiciclo custodisce, al suo interno, piccoli gioielli: la suggestiva biblioteca, ricavata nell’ala più antica del convento dei Cappuccini, la sala ipogea, la vetrata di Summa e un giardino d’inverno. Ampi spazi aperti e fruibili, che parlano il linguaggio della cultura. Al calar della sera, sulla facciata monumentale, danzano giochi di luce. La piazza pullula, rivive. L’Emiciclo si apre ad una città che si ritrova, nel segno di una rinnovata socialità.