Riviera invasa dalle prostitute: «Si appartano sotto ai palazzi»

24 Novembre 2022

Sfogo dei residenti della zona della pineta: «Già dalle 20 usano i parcheggi per stare con i clienti» A terra un tappeto di rifiuti: «Servono più controlli, i nostri figli obbligati a vedere questo degrado»

MONTESILVANO. I residenti del retropineta denunciano la presenza delle prostitute e dei loro clienti sotto i palazzi. Arriva dalle famiglie che vivono nella zona di via Venezia e via Torrente Piomba l’ultimatum a chi, di notte, utilizza la riserva di Santa Filomena e il parcheggio adiacente al chiosco di legno, per consumare rapporti con le lucciole che contrattano le proprie prestazioni sessuali sul lungomare di Montesilvano. Una situazione indecorosa che scatena la protesta degli abitanti del quartiere: «Adesso basta», dicono.
«Nel parcheggio dietro il chiosco in fondo a via Venezia, ogni sera già dalle 20, si appartano i clienti con le squillo», riferisce una residente facendosi portavoce di un disagio condiviso con tanti vicini di casa. «Gettano preservativi e carta a terra. È uno schifo, ci passano le mamme con i bambini di giorno e devono fare lo slalom tra preservativi usati e schifezze. Inoltre, nella pineta c’è sempre qualcuno che spaccia, ogni sera. Basterebbe qualche controllo per arginare il problema». Un problema, quello dei rifiuti abbandonati dopo i rapporti, che colpisce anche la riserva naturale: in diversi punti, si assiste alla presenza di vari “rifugi” coperti dalla vegetazione, dove le prostitute si appartano con i passanti, come già denunciato da altri residenti nelle scorse settimane sulle pagine del Centro. Nel caso di via Venezia, però, il fenomeno si consuma proprio sotto le finestre dei residenti che ogni sera sono costretti ad assistere a scene decisamente poco decorose. Per questo le famiglie lanciano un avviso alle lucciole e ai loro clienti: «D’ora in poi», informano gli abitanti del quartiere, «ad ogni macchina che si apparterà a consumare, verranno chiamati i carabinieri o, peggio ancora, scenderemo noi residenti. State attenti perché vi teniamo d’occhio dai balconi».
Intanto, tra i montesilvanesi, c’è chi si chiede che fine abbiano fatto le iniziative messe in campo durante le precedenti amministrazioni per la lotta contro il meretricio. «Il progetto antiprostituzione della precedente amministrazione Maragno che fine ha fatto?», chiede un residente. «Ricordo fu attivato un nucleo antiprostituzione (pattuglia Nap), un numero di telefono dedicato per la segnalazione dei casi, campagne di comunicazione. Ora non interessa più a nessuno?».
Il problema della prostituzione, negli ultimi mesi, e soprattutto dopo la fine della pandemia, sembra aver ripreso vigore sul lungomare di Montesilvano dove, ogni sera, sono decine le donne che stazionano sul marciapiede, soprattutto in corrispondenza della pineta. Questo genera non solo degrado per la città, ma crea anche problemi di viabilità agli automobilisti che percorrono viale Aldo Moro e che sono costretti, troppo spesso, ad assistere a una vera e propria “via crucis”, con macchine che frenano all’improvviso in prossimità di ogni prostituta o che, peggio ancora, si distraggono alla guida e procedono a zig zag sul lungomare.