Rogo in clinica, sopralluogo di 7 ore dei vigili

6 Giugno 2019

Villa Serena, proseguono gli accertamenti del Nucleo investigativo: sospetti su un paziente ricoverato

PESCARA. Circa sette ore. Tanto è durato il nuovo sopralluogo, il secondo, che i vigili del fuoco del Nucleo investigativo antincendi territoriale dell’Aquila, hanno effettuato negli spazi della clinica privata Villa Serena di Città Sant’Angelo dove si è sviluppato un terribile incendio la sera del 20 maggio, con la morte di due ricoverati. Un primo intervento del Niat, chiesto dal comandante provinciale dei vigili del fuoco, Vincenzo Palano, era stato eseguito il giorno dopo il rogo, con l’obiettivo di tentare di risalire alle cause dell’incendio, o quanto meno ad escludere con certezza determinate piste, come quella del corto circuito. E il lavoro del Niat dovrebbe definire in che modo si siano sviluppate le fiamme nella stanza in cui erano ricoverate tre persone, al primo piano dell’area destinata alla riabilitazione psichiatrica (uno dei tre uomini è stato salvato dal personale).
Per arrivare a delle conclusioni, da trasmettere alla Procura (il sostituto procuratore che coordina le indagini è Rosangela Di Stefano), i vigili del fuoco del Niat hanno ritenuto non sufficienti i rilievi e le acquisizioni del 21 maggio per cui è stato deciso un ulteriore sopralluogo, avvenuto ieri, senza escludere che ci sia bisogno di ulteriori visite. E anche ieri è stata esaminata la scena in cui è avvenuta la tragedia (quegli spazi sono finiti sotto sequestro) ed è stato prelevato del materiale. Si passa ora alla fase di analisi, ma è difficile prevedere i tempi per arrivare a una relazione. E gli uomini del Niat non sono gli unici ad occuparsi degli accertamenti, che stanno andando avanti anche da parte dei vigili di Pescara, tra acquisizioni di notizie e raccolta di documenti, così come procede l’attività dei carabinieri della compagnia di Montesilvano. Stando ai primi accertamenti le responsabilità dell’accaduto potrebbero ricadere su uno dei ricoverati ma al momento si tratta solo di un’ipotesi, che va supportata da elementi concreti. Sulla base di quanto emergerà, la Procura potrà disporre le autopsie sui corpi di Amerigo Parlante e Domenico Di Carlo, morti carbonizzati, consentendo ad eventuali indagati di nominare dei consulenti.