Scatta il piano dei vaccini: 300mila dosi entro gennaio

30 Dicembre 2021

Brucchi dà lo stop alle mega file negli hub: «Centomila posti liberi per prenotarsi»

Trecentomila dosi di vaccino da somministrare agli abruzzesi da qui a fine gennaio, di cui «70mila nell’arco dei prossimi 7 giorni», assicura il referente regionale per la campagna di vaccinazione anti Covid Maurizio Brucchi. È la risposta della Regione al boom di contagi dovuto al ritmo incessante della variante Omicron che secondo Brucchi però «causa meno effetti gravi ma in questa fase, in cui molte persone non rispettano le regole, trova terreno fertile per diffondersi». Dopo le lunghe code e i disagi registrati nei centri vaccinali in questi giorni, l’Abruzzo mette in campo tutte le sue energie per accelerare sulla campagna vaccinale, ad una media di circa 10mila dosi giornaliere.
Dottor Brucchi, la campagna di vaccinazione ha da poco compiuto un anno e l'Abruzzo ha somministrato oltre 2 milioni e 300mila dosi. Quante altre pensate di riuscire a farne da qui a una settimana? E nel prossimo mese?
«Ieri (martedì per chi legge) abbiamo vaccinato 12.887 persone tra prime, seconde e terze dosi: quasi 6mila unità sopra l’obiettivo minimo che ci viene posto dal generale Figliuolo. Se escludiamo i giorni di festa (25 e 26 dicembre), viaggiamo tra le 10 e le 12 mila dosi giornaliere, per cui nei prossimi 7 giorni faremo circa 70mila dosi e presumibilmente arriveremo a 300mila a fine gennaio».
L'Abruzzo avrà scorte a sufficienza di vaccini per raggiungere questo obiettivo?
«Certamente, l’Abruzzo è già rifornito di vaccini. Abbiamo ricevuto delle consegne straordinarie di Pfizer, perché è il vaccino che si tende ad utilizzare di più. Ma ci tengo a sottolineare che entrambi danno una buona risposta anticorpale. In questo momento non abbiamo problemi di scorte».
Quasi l’80% della popolazione abruzzese con più di 12 anni ha già ricevuto il vaccino, più di un milione di persone. Qual è l'obiettivo da raggiungere per combattere al meglio la quarta ondata?
«Abbiamo sempre seguito in maniera ferrea le indicazioni del commissario Figliuolo, e in più di un’occasione siamo stati capofila di una cavalcata cominciata il 27 dicembre dello scorso anno e abbiamo avuto primati importanti. Un obiettivo prefissato è già stato raggiunto, ma si può sempre migliorare. Continueremo a cercare di convincere a vaccinarsi chi non l’ha fatto fino ad ora. Credo che riusciremo a migliorare ancora questo 80%: credo che qualche piccolo passo avanti si possa ancora fare».
State riscontrando problematiche di natura logistica nella vaccinazione? Quali sono i problemi principali in questa fase? «Fino al 24 dicembre problemi non ce ne sono stati, nonostante le Asl fossero state invitate, dal 31 ottobre, a ridurre il numero dei centri vaccinali perché sarebbero dovuti subentrare con decisione medici di base, pediatri e farmacie nella campagna di vaccinazione. Evidentemente il contributo che si pensava potessero dare non è stato raggiunto e gli hub hanno dovuto continuare a lavorare. È chiaro che lo sforzo delle Asl è stato importante e nelle giornate del 26 e 27 dicembre c’è stato un vero assalto alla diligenza, che però ha riguardato tutta l’Italia, con code anche di diverse ore. In molte regioni hanno rimandato indietro chi si è presentato senza prenotazione, noi quando è stato possibile li abbiamo vaccinati tutti».
Alla luce di questo assalto ai centri vaccinali e alle farmacie abruzzesi, quale appello si sente di fare ai cittadini?
«Voglio invitare tutti i cittadini a prenotarsi. Da qui a fine gennaio abbiamo a disposizione quasi 100mila posti ancora liberi per vaccinarsi negli hub. La gente purtroppo si è riversata negli hub senza prenotazione e questo non va bene perché si creano file e stress per le persone, ma soprattutto lavorano male gli operatori sanitari. La possibilità di vaccinarsi c’è e non deve esserci questa corsa alla terza dose».
Vista la grande richiesta, aumenterete il numero di centri vaccinali in Abruzzo?
«Il nostro sistema regionale è ormai rodato con i medici che ci fornisce la struttura commissariale: non avremmo problemi ad aprire un hub in tempo reale. Il 13 gennaio verranno assegnati alle Asl altri medici vaccinatori e se ci sarà necessità valuteremo questa opzione. Ma ad oggi riteniamo che i centri vaccinali che abbiamo siano sufficienti per garantire le terze dosi».
Crede che a breve sarà possibile fare vaccini in Abruzzo totalmente senza prenotarsi, come accaduto nei mesi scorsi?
«Attualmente, in ogni centro vaccinale c’è una piccola quota di persone che vengono vaccinate senza prenotazione, ma è impossibile farli tutti per cui bisogna trovare delle vie di compromesso. Una di queste, è facilitare la prenotazione, come accaduto anche a Teramo in questi giorni, mettendo all’interno degli hub delle persone dedicate che forniscono la possibilità di prenotarsi sul posto. Potrebbe essere un sistema per ridurre le code. Molte persone il 23 e il 24 non si sono volute vaccinare perché temevano di farsi il Natale con i piccoli effetti collaterali del vaccino. E probabilmente questo accadrà anche oggi a ridosso di Capodanno.
Ma la campagna per la terza dose è iniziata da tempo e queste sono persone che se la sono presa con comoda e ora vogliono farla in maniera rapida; ma bisogna avere pazienza. Ovviamente a chi ha urgenze particolari, per fatti contingenti, noi comunque assicuriamo la vaccinazione senza prenotazione. Ma non può essere una tendenza».
A proposito della nuova variante Omicron, è davvero in grado di bucare la copertura dei vaccini?
«Non sono un infettivologo e mi attengo a ciò che viene detto, ma sembrerebbe che questa variante Omicron, seppur con maggiore diffusione, abbia una più bassa letalità e determini una malattia meno grave. I positivi crescono perché Omicron ha un’alta capacità di infettare, ma è anche vero che l’attenzione posta da molti cittadini non è all’altezza della situazione. Ci conforta però la condizione degli ospedali, dove prima un paziente positivo infettava interi reparti, oggi invece non accade più perché sono quasi tutti vaccinati e il virus attecchisce con più difficoltà».
A fine gennaio sarà disponibile anche in Italia il vaccino Novavax, che ha una natura diversa rispetto a Pfizer e Moderna. Sarà davvero questa l’arma per convincere lo zoccolo duro rimanente di indecisi, come sostiene il generale Figliuolo?
«Sì, perché è un vaccino di natura proteica, con caratteristiche diverse da quelle contestate dai no vax a Pfizer e Moderna. Magari con questo vaccino si convinceranno, ma in questa campagna vaccinale i vaccini hanno già dimostrato sul campo di essere efficaci. Ora vacciniamo con i sieri che abbiamo a disposizione, quando arriveranno i nuovi vedremo come muoverci».