Senza vaccino 300 operatori Asl: scattano le verifiche caso per caso

Trenta medici, 100 infermieri, 40 Oss e 130 amministrativi non hanno ancora ricevuto la prima dose Al via le valutazioni della commissione: sospeso, senza stipendio, chi si rifiuta senza un valido motivo
PESCARA. Circa 300 unità in organico alla Asl di Pescara, tra medici, infermieri, operatori socio sanitari e amministrativi, non hanno ancora fatto la vaccinazione.
Nello specifico sono 30 medici, 100 infermieri e 40 operatori socio sanitari, i restanti 130 appartengono alla categoria degli amministrativi. Si tratta di solo personale degli ospedali della Asl, Pescara, Penne e Popoli.
Ma non si possono definire “no vax”, contrari per principio alla profilassi anti Covid. Sarà una commissione tecnica, composta da direttori amministrativi e coordinatori della funzione territoriale Asl, Vero Michitelli, Rita Mazzocca, Valterio Fortunato, Giuseppe Barile, Ildo Polidoro, Annamaria Ambrosi, Lorenzo Sulli, Giovanni Di Nicolantonio, ad accertare, prima di procedere alla sospensione dal lavoro senza stipendio (fino a somministrazione avvenuta), le ragioni per le quali queste unità operative non hanno ancora ricevuto la dose a nove mesi dall’avvio della campagna vaccinale. Tra le ipotesi per le quali sanitari e amministrativi potrebbero non aver fatto il vaccino a questa data, c’è il fatto che molti di loro hanno contratto il Covid, per cui sono esenti dalla somministrazione anti coronavirus per almeno sei mesi.
Altri ancora potrebbero soffrire di patologie specifiche per cui non è possibile la vaccinazione per motivi di salute.
Tutti i casi sono comunque al vaglio della commissione Asl, istituita sulla base del decreto legge 44/2021 convertito con le modificazioni nella legge del 28 maggio, numero 76, articolo 4, che prevede l’adozione del protocollo operativo Asl.
Il protocollo di intervento è definito nella delibera numero 1406, firmata dal manager Asl, Vincenzo Ciamponi, nella quale è specificato come si arriva a definire l’elenco dei non vaccinati al netto dei professionisti che hanno già effettuato la profilassi.
«Ciascun Ordine professionale territoriale (nel caso della Asl di Pescara, gli iscritti all’Ordine dei medici Chirurghi e Odontoiatri presieduto da Maria Assunta Ceccagnoli sono 3.275 tra Pescara e provincia, nello specifico 2.841 medici e 434 odontoiatri) deve trasmettere l’elenco degli iscritti», si legge nella delibera, «le regioni e le province per il tramite dei servizi informativi vaccinali, verificano lo stato vaccinale di ciascun soggetto» e segnalano «all’azienda sanitaria di residenza i nominativi di chi non risulta vaccinato», sulla base di un incrocio di dati.
A questo punto «ricevuta la segnalazione», viene specificato nella delibera, «la Asl invita l’interessato a produrre, entro cinque giorni dalla ricezione dell’invito, la documentazione comprovante l’avvenuta vaccinazione, oppure l’omissione o il differimento della stessa». Con più chiarezza «la presentazione della richiesta di vaccinazione o l’insussistenza dei presupposti per l’obbligo vaccinale».
In caso di mancata presentazione del documento, entro e non oltre i cinque giorni, «la Asl inviterà formalmente l’interessato a sottoporsi alla vaccinazione anti Sars Cov 2 indicando modalità e termini entro i quali adempiere l’obbligo». Ed entro i successivi tre giorni l’interessato dovrà produrre i necessari certificati attestanti lo stato vaccinale.
Decorsi i termini e accertata l’inosservanza dell’obbligo, l’azienda sanitaria procede alla sospensione (o aspettativa non retribuita) dei sanitari «dalle prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali e che comportano, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione del contagio».
Durante il periodo di aspettativa, o sospensione, «non sono dovuti la retribuzione, né altro compenso o emolumento» sottolinea la delibera Asl. E «la sospensione mantiene la sua efficacia fino all’assolvimento dell’obbligo vaccinale, o in mancanza, fino al completamento del piano vaccinale nazionale e comunque non oltre il 31 dicembre 2021».
C’è la possibilità che prima della sospensione senza retribuzione, per gli interessati possano scattare le ferie arretrate.
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