Stabilimenti, è arrivata la proroga I balneatori: «Ok, ma non basta»

Il consiglio comunale allunga di un anno tutte le concessioni demaniali e ne blocca la messa all’asta Ma la categoria non è soddisfatta. Il sindaco Russo replica: «Aspettiamo altre indicazioni dal governo»
FRANCAVILLA. Anche il Comune di Francavilla ha approvato la delibera che proroga le concessioni balneari di un anno, in attesa che si faccia chiarezza sulla materia e che dal governo centrale arrivi un chiarimento in merito alla direttiva Bolkestein sull'eventuale rimessa all'asta delle concessioni, con conseguente pubblicazione di nuovi bandi di gara. Come si legge in una nota del sindaco di Francavilla Luisa Russo, «poiché non ci sono al momento le indicazioni necessarie per adempiere alla direttiva europea bisogna evitare che possa configurarsi un'occupazione abusiva di un sito», spiega il primo cittadino.
E, come accaduto anche in altri Comuni costieri, è proprio questa l'essenza della delibera, all'interno di un labirinto di norme, sentenze, ricorsi e vertenze che fino a questo momento hanno prodotto un gran polverone intorno alle concessioni demaniali, senza tuttavia arrivare ad un punto. Quel che è certo è che l'intera categoria continua a vivere e a lavorare nella più totale incertezza, con la prospettiva di affrontare un'altra estate senza sapere cosa accadrà dopo. In questo senso appare difficile fare spese e investimenti, se poi al 31 dicembre di quest'anno potrebbe arrivare la revoca delle concessioni. Concessioni che, come ricorda Riccardo Padovano di Sib Confcommercio «sono state rilasciate nel 2019 e hanno durata fino alla fine del 2033. Questo è l'unico fatto certo in questa vicenda, dove a mio avviso la principale responsabilità è quella della politica centrale, non in grado di prendere una posizione». Poi prosegue: «Tengo a specificare che per chi ha visto il rinnovo della concessione nel 2019, tale delibera appare superflua, mentre è utile per chi aveva come scadenza quella del 31 dicembre 2023. In tal senso si tratta di un passaggio opportuno per scongiurare un'occupazione abusiva delle spiagge, per il quale ringrazio sindaco e dirigenti. Ma è chiaro che ora serve una risposta definitiva dal governo».
Un pensiero a cui si accoda anche Russo: «Si tratta di una questione che non può essere affrontata da un singolo Comune, ma in sinergia con le altre località costiere e con gli enti sovraordinati, governo in primis. La categoria degli operatori balneari va tutelata per il ruolo che riveste nel nostro tessuto economico».
Sul punto interviene anche Luciano Pesce, rappresentante della categoria: «Bene la delibera, ma le concessioni rilasciate scadono nel 2033. C'è molta confusione sulla materia: molti auspicano la rimessa all'asta, senza rendersi conto che questo rischia di far lievitare sensibilmente i costi. Io resto fiducioso, per me non verranno cancellate le concessioni». E aggiunge: «Lavorare con questa tagliola non è facile, specie per chi vuole investire e migliorare i servizi. Purtroppo sono anni che viviamo in questo limbo». Nel frattempo c'è chi, come Alessandro Rocco del Drago verde, non perde l'ottimismo e va avanti con gli investimenti. «Stiamo portando avanti un percorso di riqualificazione iniziato nel 2019, sulla scorta della concessione rilasciata dallo stato fino al 2033. Io devo basarmi su questa. Abbiamo già fatto tanti lavori e la prossima settimana inizieremo a scavare la nuova piscina. Se qualcuno vorrà togliermi questa struttura mi dovrà indennizzare».

