Sui social esplode la rabbia «Lasciati sotto il diluvio»

23 Ottobre 2018

Il comitato “Noi a mensa” chiede le dimissioni del sindaco Alessandrini Il preside del Da Vinci ha tenuto aperto il liceo per accogliere gli studenti

PESCARA. C’è moltissima rabbia, ma anche tanta ironia, nelle centinaia di messaggi postati sul profilo Facebook del Comune. L’ordinanza di chiusura degli istituti scolastici a causa del maltempo che ha flagellato la città per tutto il giorno, ha scatenato la furia di mamme, papà, pendolari, che si sono alzati all’alba per arrivare alle otto in città, in tempo per lasciare i figli a scuola per riprenderli dopo pochi minuti.
I problemi sono stati soprattutto per i genitori che lavorano e che erano già sul posto quando sono stati costretti a uscire di nuovo per ritirare i figli parcheggiati negli atrii, in classe, nei corridoi. Il preside dello scientifico Da Vinci, Giuliano Bocchia, ha lasciato le porte aperte della scuola per garantire l’accoglienza agli studenti, in attesa delle famiglie. Una delle mamme dell’istituto dei Colli, Lucia Renzetti, agli amministratori: «Avete creato il delirio in città». Un disagio per grandi e piccini che ha trascinato il sindaco Marco Alessandrini in una bufera mediatica senza esclusione di colpi. Il comitato “Noi a mensa” chiede le «dimissioni del sindaco» e racconta: «Alcune mamme che al volo avevano fatto scendere i figli dalla macchina davanti ai cancelli delle scuole, sono stati rincorsi da altri genitori per farli risalire in auto». Descrive una situazione comune a tanti, Raffaella Celsi: «Mi sono svegliata alle 6, sono uscita alle 7.24, ho preso il treno e sono arrivata a Pescara alle 8 per sapere che alle 8.05 è uscita l’ordinanza. Nel frattempo, mi sono inzuppata nel sottopassaggio dell’Acerbo».
Fattoria Simo fa i «complimenti per la tempistica. Molti genitori sono dovuti uscire due volte stamattina, una per accompagnare e l’altra per riprendere i figli». Claudia Greco rappresenta il pensiero delle mamme che corrono come pazze tra casa, scuola e lavoro: «Chi lavora, non sa a chi deve lasciare i figli». Luisiana Trave chiede al sindaco come possa essergli «venuto in mente di firmare una ordinanza quando i ragazzi sono già a scuola?». Maria Di Sciascio si interroga: «I minorenni che vengono da fuori città, li lasciamo fuori dalle scuole?». Serenella De Florentiis sostiene che dagli amministratori ci si aspetta che «prendano decisioni nei tempi giusti». All’alba, Renata Cancelli Galli, ha accompagnato alla media Virgilio la figlia recalcitrante («Abbiamo litigato perché non voleva andare a scuola per la pioggia») alle 7.30. Alle 8.53 davanti a scuola era una baraonda di macchine». Bruna Ferrovecchio, alle 18.58 di ieri, voleva sapere se oggi «devo portare mia figlia a scuola o in sala operatoria». Sabrina Di Zio propone di rifugiare «in Comune i pendolari usciti alle 7 e arrivati a Pescara per trovare le scuole chiuse e finire sotto il diluvio, così stanno al coperto mentre aspettano i mezzi pubblici». Scherza Sara D’Antonio: «Alle 7 parte il traghetto dalla stazione per andare a scuola» e tranquillizza «poi ce ne sarà uno di ritorno, poco ci manca che anche i banchi galleggino». Mentre Beatrice Pirozzi annota che «ai Colli si viaggia con la zattera». E in zona stadio «con la barca» aggiunge Marianna Lamacchia. Andrea Lizzi propone «corsi di pallanuoto alla stazione dalle 8 alle 13». E Claudia Rovito: «Perché andare all’Acqualand del Vasto, basta fare un giro su corso Vittorio Emanuele». Leonardo Petricca abita «dietro la scuola, ma per arrivarci mi serve un motoscafo». A Stefano Ghianni interessa che la scuola sia chiusa: «Non voglio studiare 30 versi della Divina Commedia a memoria». Gira Capa ironizza sulle attese dei monitoraggi amministrativi giocando sulle sigle: «Pare che domattina alle 7.30 ci sarà una prima valutazione del Coc che chiederà un parere all’Utg e alla Cri. I quali, sentito il Miur, si attiveranno al commissario Ocdpc per una consulenza. Insieme si ritroveranno a colazione per valutare l’Ooopp, al fine di pervenire a una tempestiva decisione entro le 11». Roberto Sulpizio al primo cittadino: «Abbiamo trovato i cancelli chiusi e lei si prepara a firmare l’ordinanza di chiusura? Si scarichi l’applicazione meteo.it».
Giorgia Capacchietti: «Solo a Pescara le scuole chiudono quando piove. Siamo la barzelletta d’Italia». Katiuscia Santini ha tagliato la testa al toro: «Ci alziamo alle 6 perché mio figlio prende il treno da Casalbordino. Stamani non ho aspettato la decisione del sindaco, ho detto a mio figlio di rimanere a letto». Renato Di Pomponio: «Ma davvero si perdono giorni di scuola per la pioggia? Cose da pazzi». E Francesco Alberico di rimando: «Ai miei tempi si andava a scuola anche con la neve».