Tagli allo stabilimento Brioni: i sindacati sul piede di guerra

22 Settembre 2021

Penne. Sale la tensione all’interno dell’azienda, oggi la riunione con le rappresentanze dei lavoratori Cgil, Cisl e Uil contrarie alla mobilità forzata per i dipendenti. A breve è previsto un vertice al ministero

PENNE. Situazione tesa in casa Brioni. Dopo la decisione dell'azienda di chiudere i reparti di camiceria e maglieria, adesso è muro contro muro tra i rappresentanti sindacali dei lavoratori ed i vertici aziendali della maison d'alta moda vestina. I sindacati continuano a chiedere con forza di fare retromarcia sulla decisione di chiudere le due linee di maglieria e camiceria, dove lavorano circa 80 dipendenti del comparto produttivo Roman style, e per oggi hanno convocato una riunione con le Rsu dei lavoratori.
Al momento, comunque, i lavoratori dei reparti di camiceria e maglieria non hanno ancora firmato l'uscita volontaria, nonostante l'azienda abbia a più riprese manifestato la volontà di chiudere le due linee. I rappresentanti sindacali territoriali di Cgil, Cisl e Uil aspettano intanto che sia convocato un nuovo tavolo di confronto al ministero dello Sviluppo economico. Dovrebbe avvenire a breve, dato che la situazione non è delle più rosee per i lavoratori Brioni. L'ultima volta al ministero, ad aprile scorso, i vertici Brioni presentarono il piano industriale 2021-2025 e palesarono l'esigenza di una forte razionalizzazione degli stabilimenti vestini prevedendo ben 321 esuberi complessivi. Niente però venne stabilito ad aprile scorso riguardo alle linee di camiceria e maglieria. Né tantomeno negli accordi siglati con i sindacati in Confindustria.
Riguardo agli esuberi in generale, invece, ad oggi sono solo 75 i dipendenti che hanno accettato di firmare l'uscita anticipata dall'azienda usufruendo dell'incentivo previsto. Una cifra ben al di sotto di quello che forse i vertici aziendali si aspettavano a questo punto, ma che di certo è figlia di un periodo che non agevola un riposizionamento lavorativo soprattutto per chi non è più in giovane età. Per l'area vestina Brioni, ad oggi, continua a rappresentare soprattutto a livello di comparto produttivo il più grande polmone occupazionale. Oggi il comparto produttivo Brioni dell'area vestina, quello di Roman Style, esclusi i 56 dipendenti dello stabilimento della camiceria Brioni di Curno (Lombardia), conta complessivamente su 958 lavoratori: 618 dipendenti nella sede di Penne, 228 a Montebello Di Bertona (camiceria, pantalonificio e maglieria) e 112 a Civitella Casanova (taglio e logistica).
Al momento l'azienda ha scongiurato ogni ipotesi di chiusura dei 3 siti produttivi vestini. Una partita importante sicuramente si giocherà a fine ottobre 2022, quando ai lavoratori Brioni scadrà la cassa integrazione straordinaria. I sindacati chiedono a gran voce che dopo il 31 ottobre 2022 non sia adottata la mobilità forzata, ma il contratto di solidarietà. Una formula che consentirebbe ai lavoratori di percepire stipendio normale per le ore in cui si lavora, mentre sul non lavorato interverrebbe il contratto di solidarietà (con un utilizzo simile a quello della cassa integrazione).
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