Trovato morto in casa a 35 anni dopo 10 giorni di appelli su Fb
PESCARA. Il padre aveva avviato un tam tam su Facebook dallo scorso 27 aprile: «Chiunque vede o contatta M. per favore si metta in contatto con me immediatamente. Importantissimo». Dieci giorni di...
PESCARA. Il padre aveva avviato un tam tam su Facebook dallo scorso 27 aprile: «Chiunque vede o contatta M. per favore si metta in contatto con me immediatamente. Importantissimo». Dieci giorni di angoscia, dopo altri passati a tentare di mettersi in contatto con il figlio, prima della tragica conferma arrivata mercoledì sera: il giovane, 35 anni, era a casa, in via Toti, nell’abitazione con cui aveva vissuto per tanti anni con la nonna, ma senza vita.
La tragica scoperta l’ha fatta la zia che da Cesena, dove abita, è partita a cercare il nipote che non rispondeva alle chiamate, andando dritta all’appartamento di Pescara dove, dopo aver lavorato tra Londra e la Germania, il giovane, orfano di madre, era tornato.
Sul posto, dopo la terribile scoperta, sono arrivati immediatamente chiamati 118 e polizia. Da un primo riscontro è emerso che in casa non c’erano segni di scasso, e anche il medico legale non ha ravvisato segni di violenza sul corpo del 35enne. Unico elemento, un farmaco antimalaria trovato accanto al giovane. L’ipotesi degli investigatori è che si sia trattato di un suicidio, presumibilmente legato alla recente perdita del lavoro da parte del giovane. Ipotesi respinta da chi M.T. lo conosceva bene, da un punto di vista caratteriale e affettivo. Sarà l’autopsia a chiarire le cause della morte. Non è escluso che sia stato fatale un malore.
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