Una folla per la reliquia Il vescovo: «Impariamo dal cuore di Padre Pio»

Oltre duemila devoti alla fiaccolata fino alla basilica dei Sette Dolori Il sindaco: «Giornata storica». Canti e petali di rosa lungo il tragitto
PESCARA. «Padre Pio ti vogliamo bene» il grido dei fedeli, gli applausi e le lacrime, all’arrivo, per la prima volta a Pescara e in Abruzzo, della teca che custodisce il cuore vero del santo di Pietrelcina, accompagnata da una fiaccolata con oltre 2mila persone fino alla basilica della Madonna dei Sette Dolori, dove rimarrà esposta fino a domenica 23 ottobre, e dove c’era ad attenderla monsignor Tommaso Valentinetti.
«È un momento importante per la comunità di Pescara», ha detto l'arcivescovo, «il vero motivo di questa venerazione è imparare dal cuore di Padre Pio a incarnare e a vivere il Vangelo nella vita di tutti i giorni, con impegno e serietà». La reliquia è arrivata dal santuario di San Giovanni Rotondo alle 17.30 nel piazzale dei Gesuiti, affollato di devoti e gruppi di preghiera. Poco prima, il sangue di San Pio aveva benedetto i malati nell’infermeria del convento dei Colli.
«Gli abruzzesi hanno un cuore grande e il tuo cuore sta bene con noi», le parole di padre Guglielmo Alimonti, discepolo di San Pio, rivolto alla folla assiepata davanti a Cristo Re che ha intonato canti, recitato preghiere e donato fiori. La reliquia, sorretta da padre Luca Di Panfilo, parroco dei Sette Dolori, insieme al rettore del santuario pugliese Francesco Dileo che l’ha portata a Pescara, è stata condotta a mano dai frati cappuccini. Grande devoto di San Pio è il sindaco Carlo Masci: «È una giornata storica per la città», ha commentato prima di sfilare in processione con il collega di Guardiagrele (paese natale di padre Guglielmo) Donatello Di Prinzio. Al corteo hanno presto parte amministratori, autorità civili e religiose, i volontari del comitato feste con le vesti di rappresentanza, coordinati da Giuseppe Troiano con gli stendardi, tantissimi giovani e bambini con l’abito della prima comunione che lanciavano petali di rose al passaggio del prezioso scrigno accompagnato da preghiere e canti. Tra la folla anche l’onorevole Luciano D’Alfonso.
In un’atmosfera di fortissima devozione popolare, ognuno ha sfilato col ricordo di una grazia, di un miracolo o un segno. Per tutti è padre Pio «perché è più familiare», sottolinea Daniela Di Pasquale, fervente devota. Carmela, madre di tre figli, di cui uno autistico, nata a San Giovanni Rotondo: «A 4 anni mia madre mi portò da padre Pio e gli baciai la mano. L’ultimo dei miei figli si chiama Pio. In questo momento i nostri cuori battono con quello del santo». Annamaria Mambella, volontaria Caritas: «La mia conversione è arrivata dopo 28 anni di matrimonio grazie a mio figlio Davide che mi ha portato al santuario pugliese. Da allora sono in pace». Livia Creati, gruppi della Visitazione di Zanni: «A 36 anni andavo in cerca di Dio. Le mie amiche mi spingevano verso padre Pio, mi rifiutavo. Tutto cambiò dopo una confessione con padre Guglielmo». Silvana Rossi, del gruppo Santa Famiglia: «Oltre 40 anni fa andavamo a piedi da Santa Filomena ai Colli per pregare per un ragazzo che non sopravvisse a un’operazione a Parigi. Dopo la sua morte fu un fiorire di gruppi di preghiera». Alle 18 la reliquia ha raggiunto il cortile del convento dove il vescovo ha celebrato messa davanti alla folla. Sicurezza affidata a polizia, carabinieri, vigili, Cri, Misericordia e 118.

