«Uomo sequestrato in via Marconi» Ma la polizia scopre che è un gioco
PESCARA. Una scena violenta, in mezzo alla strada. Quel giovane infilato a forza dentro un’auto e tenuto a testa basta nel veicolo durante il tragitto ha fatto immediatamente pensare a qualcosa di...
PESCARA. Una scena violenta, in mezzo alla strada. Quel giovane infilato a forza dentro un’auto e tenuto a testa basta nel veicolo durante il tragitto ha fatto immediatamente pensare a qualcosa di grave, forse un regolamento di conti se non un sequestro di persona. E invece era solo uno scherzo, come si è capito più tardi, dopo ore di accertamenti da parte della polizia.
A lanciare l’allarme, di fronte a una sequenza così anomala, è stata una donna che era lì, in viale Marconi, e ha visto tutto. Ha composto il 113 e raccontato quello strano episodio all’operatore della sala operativa della questura, facendo scattare una caccia all’uomo. Nonostante i pochi elementi a disposizione il personale di squadra volante, squadra mobile e polizia scientifica si è messo al lavoro per accertare i fatti e nel giro di poche ore è stato chiuso il cerchio e archiviato il caso: niente di drammatico, per fortuna, ma ancora una volta è stata dimostrata l’importanza delle segnalazioni che arrivano in questura dai cittadini, e non importa quale sia il reato indicato. Gli appelli ai pescaresi a collaborare sono costanti, da parte delle forze dell’ordine, e anche questa volta la testimonianza della donna che si è rivolta alla polizia è stata preziosa perché la scena era realistica e poteva configurarsi effettivamente un reato.
È quasi l’ora di pranzo quando arriva in questura la telefonata di allarme. Una cittadina racconta di un uomo caricato a forza su una Polo o una Golf di colore bianco da un altro individuo corpulento, alto e biondo, che gli abbassa la testa e gli tiene le mani. Poi l’auto parte a tutta velocità in direzione sud. Con il numero di targa fornito dalla donna i poliziotti avviano le ricerche e scoprono che appartiene al furgone di una ditta regolarmente parcheggiato (e con la targa attaccata) per cui si orientano su altre combinazioni di lettere e numeri scoprendo che il proprietario di una Volkswagen ha denunciato il danneggiamento della fiancata della sua Golf, qualche tempo fa. Esaminando le immagini delle telecamere di un negozio di via Marconi gli investigatori notano una Golf bianca in transito nell’ora indicata dalla donna: la targa non si vede ma la fiancata danneggiata sì: è quella l’auto che stanno cercando. Si accerta così, dopo aver rintracciato e ascoltato il proprietario, che in effetti quella scena si è verificata davvero. Era tutto vero, insomma, ma si trattava di uno scherzo escogitato nei confronti di un amico, che ha confermato. (f.bu.)

