Veleni di Bussi, niente causa: stretto l’accordo da 3 milioni tra la Provincia e la Edison

3 Giugno 2023

L’ente pubblico rinuncia a chiedere i danni e il colosso paga i lavori di una scuola Il presidente De Martinis: «Così potremo completare il liceo Marconi a Pescara»

PESCARA. La Provincia di Pescara rinuncia a chiedere il risarcimento dei danni (patrimoniali e non patrimoniali) derivanti dall’inquinamento del sito di Bussi, il piccolo centro della Val Pescara che ha conquistato il triste primato di ospitare la più grande discarica d’Europa, scoperta nel 2007. Mentre si attende la bonifica dei siti inquinati 2A e 2b (l’intervento nell’area Tremonti è già partito due anni fa) la Provincia ha deciso che non intraprenderà alcuna azione civile nei confronti della Edison spa ma quest’ultima dovrà versare a Palazzo dei marmi tre milioni di euro che l’ente di piazza Italia dovrà usare per completare il liceo Marconi, a Pescara, già in parte demolito e ricostruito e aperto agli studenti dal mese di novembre 2022. Per ultimare questo intervento, però, mancavano i fondi. È quanto prevede una transazione tra la Provincia, presieduta da Ottavio De Martinis, e la società Edison spa, la cui sottoscrizione è affidata al dirigente della Provincia Marco Scorrano, così come prevede il decreto del presidente datato il 22 maggio scorso.
Ricordando la sentenza della Corte di Cassazione, la Provincia ritiene che siano stati «riconosciuti come avvenuti sia il disastro ambientale che l’avvelenamento delle acque» dei quali deve «ritenersi responsabile la società Montecatini - Edison spa, oggi Edison spa». Ritiene poi di «aver diritto al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti, a causa degli atti di inquinamento imputabili alla Edison». La Provincia, dice sempre il provvedimento di De Martinis, aveva, a suo tempo, «manifestato l’intenzione di promuovere un giudizio civile nei confronti della Edison, per formulare la propria richiesta risarcitoria» in relazione «alle sentenze penali», anche se comunque «soggetta ad alea processuale». Insomma la Provincia sarebbe pronta a chiedere un rimborso, in relazione ai danni subiti a causa dell’inquinamento, ma ad oggi l’esito sarebbe incerto, ovviamente, essendo riconducibile a una decisione del giudice.
La Edison spa, dal canto suo, «sostiene di nulla dovere per diverse ragioni, tra le quali il fatto di non aver tenuto alcuna condotta illecita sul piano ambientale e di non essere tenuta a risarcire alcun danno». Considerate le posizioni delle parti, Provincia e Edison, per «prevenire l’insorgenza di future controversie e considerata l’aleatorietà del giudizio», hanno deciso di arrivare a «un accordo transattivo, facendosi reciproche concessioni». E gli impegni sono questi: da una parte la Provincia «è disposta a rinunciare a intraprendere l’azione civile per il risarcimento dei danni, a fronte della corresponsione di tre milioni di euro» e dall’altra la Edison si impegna alla «dazione della somma di 3 milioni, condizionata al rifacimento e restauro dell’edificio del plesso scolastico Marconi», mediante la sottoscrizione di un atto transattivo. Per Palazzo dei marmi l’accordo «riveste i caratteri della convenienza e soddisfa i requisiti dell’utilità pubblica raggiunta» essendo stata trovata una soluzione «congrua».
Una boccata di ossigeno non indifferente per la Provincia che potrà finanziare il completamento del liceo (linguistico, delle scienze umane, delle Scienze umane opzione economico-sociale) e ospitare in via Marino da Caramanico tutti gli studenti, senza sopportare le spese per gli affitti passivi. Con i 3 milioni, si potrà arrivare al «completamento del liceo secondo le previsioni progettuali, con evidente beneficio sia per l’ente che per la comunità», si legge sempre nel provvedimento del presidente.
«Una transizione importante», commenta De Martinis, «ho lavorato a lungo per questo obiettivo. Così», dice, «potremo introitare 3 milioni di euro da dirottare sul liceo Marconi, per completarlo».