Via Battisti, la movida è blindata «Ma la notte è impossibile dormire»
PESCARA. Ora i controlli ci sono. Nell’ultimo fine settimana la zona di piazza Muzii è stata presidiata dalle forze dell’ordine, per evitare risse e intemperanze da parte di chi frequenta i locali...
PESCARA. Ora i controlli ci sono. Nell’ultimo fine settimana la zona di piazza Muzii è stata presidiata dalle forze dell’ordine, per evitare risse e intemperanze da parte di chi frequenta i locali notturni che si concentrano vicino al mercato coperto. Ma la situazione resta comunque irrespirabile, dicono i residenti, che hanno chiesto un incontro urgente al sindaco Marco Alessandrini per affrontare il problema dei problemi, cioè «i rumori eccessivi» che impediscono a grandi e piccini di chiudere occhio.
Fa il punto della situazione Federico Di Filippo, a nome dei residenti, che contesta l’amministrazione comunale per il modo in cui ha affrontato l’emergenza esplosa in centro. Per chi vive nell’area del divertimento notturno non basta che sia stato attivato un servizio interforze, spostando dal centro storico a piazza Muzii il personale impegnato nei controlli notturni. «Sotto le nostre case», spiega Di Filippo, «si concentra una moltitudine di persone che crea un rumore insopportabile, al di sopra di ogni tollerabilità». E questo stato di cose, ripetuto nel tempo, «sta creando danni alla salute, perché non si dorme più». È impossibile prendere sonno quando i locali sono ancora aperti, perché in strada si riversa moltissima gente e il vociare arriva fin dentro le case. E poi, una volta chiusi i locali, nel fine settimana bisogna attendere che il personale della società Attiva completi le operazioni di pulizia, «fino alle 3.30 e anche oltre».
Molti residenti trascorrono una parte della notte con gli occhi sbarrati ma al mattino i grandi lavorano, i bambini vanno a scuola, per cui non si può tollerare oltre questo disagio, «che si protrae da più di un anno» e qualcuno si è già attivato per ottenere la «certificazione dei danni prodotti dalla mancanza di sonno. Qui ci si comincia ad ammalare», dice sempre Di Filippo.
Altra cosa sono gli episodi di violenza, che pure ci sono stati in questo spicchio di città, sempre più frequentato dai giovani. L’attivazione dei controlli notturni è finalizzata a prevenire risse, zuffe, discussioni e tutto ciò che può turbare l’ordine pubblico «ma pensare che il problema sia solo questo vuol dire mettere la testa sotto la sabbia», prosegue Di Filippo. «E l’attivazione dei servizi interforze nel fine settimana rappresenta solo un provvedimento di facciata», fa notare polemicamente. «Hanno pensato di spostare su piazza Muzii le forze usate al centro storico, ma le due situazioni non sono paragonabili perché a Pescara vecchia non vive più nessuno. E poi in questo modo è stata focalizzata l’attenzione solo sull’ordine pubblico».
Il rappresentante dei residenti ci tiene a dire che non si vuole creare una «contrapposizione con gli esercenti, non è questo il punto». È necessario, per chi vive nelle strade della movida, «che il Comune trovi una soluzione, favorendo l’inclinazione della zona», e si può ipotizzare «che i locali si limitino all’erogazione di aperitivi e cene», in modo da contrarre l’orario di lavoro e garantire un riposo adeguato a chi vive nei palazzi che guardano sulla piazza e sulle strade limitrofe. «Insomma», conclude Di Filippo, «bisogna sedersi e capire che si deve tornare ai livelli di decibel concessi dalla legge» e che il divertimento può andare avanti solo fino «ad un orario ragionevole». Ora, poi, si vive in una sorta di limbo, visto che «l’ordinanza sugli orari è scaduta il 30 settembre».
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