Auteri a due facce: vittoria meritata, ma questa squadra può fare di meglio

1 Novembre 2021

PESCARA. Con le unghie e con i denti, più di forza che di testa, ma il successo atteso, necessario, addirittura vitale è arrivato. Ed è quel che conta. Forse l'unica cosa che conta, in questo momento....

PESCARA. Con le unghie e con i denti, più di forza che di testa, ma il successo atteso, necessario, addirittura vitale è arrivato. Ed è quel che conta. Forse l'unica cosa che conta, in questo momento. Vero Auteri? «Sì, vittoria sofferta, ma quanto mai meritata. Una sofferenza», spiega il tecnico biancazzurro, «più figlia della tensione, delle difficoltà precedenti che di meriti specifici dell'avversario. Una vittoria che ci serviva, perché questa squadra, se si rasserena eritrova continuità può fare e farà molto meglio». In questo senso anche la prima gara senza subire gol ha la sua importanza. C'entra anche il modulo? «Tutto aiuta a trovare sicurezza, convinzione. Ma abbiamo fatto bene anche a 3, col centrocampo a 2. Sapete come la penso. Ora resettiamo tutto e andiamo avanti». Resettare soprattutto quel primo tempo davvero di sofferenza. Che però secondo Auteri ha spiegazioni chiare. E stavolta l'avversario c'entra. «Non abbiamo avuto un buon impatto, non riuscivamo ad accorciare, ci siamo fatti sorprendere dal loro atteggiamento diverso dal consueto, dal palleggio basso. Abbiamo fatto fatica a riorganizzarci, a trovare le distanze, Pompetti a volte era troppo basso, Giandonato ha potuto giocare qualche pallone, faticavamo a dare la giusta intensità e ho faticato anch'io a farmi capire. Nel secondo tempo invece siamo cresciuti molto». Ma il gol è arrivato nel finale, dopo i cambi. «Poteva arrivare anche prima e se l'avessimo sbloccata la squadra si sarebbe espressa meglio. Ma i cambi hanno dato un grande contributo», aggiunge Auteri, «Zappella soprattutto. Galano? Bene, mi è piaciuto, ha fatto molto bene, un po' calato alla fine ma è normale, si vede che ha lavorato bene, si è messo a disposizione». Un feeling ritrovato? Può essere, ma anche con Galano lì davanti qualche macchinosità di troppo si è vista. «Qualche volta abbiamo esagerato nel portare la palla ma sono soddisfatto». Qualche battuta sui singoli. A cominciare da Di Gennaro, uscito malconcio. «Vedremo domani (oggi, ndr). Pompetti? Bene, cresce. È al primo campionato importante ma deve imparare ad essere un baluardo difensivo. Ha fisicità, può farlo. Zappella ci ha dato il cambio di passo, sappiamo che ha quelle doti». Ora la coppa, poi c’è il Cesena. A Teramo turnover? «Qualcosa ruoteremo ma andiamo lì per passare il turno, non per scherzare, questo sia chiaro. Poi penseremo al Cesena». Chi non nasconde felicità è Drudi, bomber per caso ma decisivo. «Gran bella emozione, non lo nego. Felice per me e soprattutto per la squadra. Questa vittoria la volevamo, ci serviva. E anche non aver preso gol conta. Non credo c'entri molto il modulo, ma può aiutarci a trovare sicurezza e la giusta cattiveria che forse ci sono mancate in passato e che ci sono costati troppi punti».
La prossima a Cesena, non una partita qualsiasi. «In quella squadra sono arrivato da bambino, a 6 anni, e sono uscito adulto. Naturale che non sarà come le altre per me».
Walter Nerone