Banegas illude L’Aquila ma arriva un altro pari

22 Gennaio 2024

La vetta resta a 5 punti e domenica ci sarà la sfida contro il Campobasso

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REAL MONTEROTONDO SCALO (4-3-3): Casagrande 6, Primasso 6, Calisto 5,5, Gianni 6, Albanesi 6, Pasqui 5,5 (30’ st Cardillo 6,5), Malvestuto 6, Compagnone 5,5 (40’ st Cantiani sv), Milani 6,5 Perrotta 6 (45’ st Scaffidi sv), Squerzanti 6 (16’ st Napeoleoni 6). A disp: Simionato, Magri,Nardone, Riccucci, Meledandri. Allenatore: Polverini.

L'AQUILA 1927 (4-3-3): Michielin 6, Giuliodori 6, Alessandretti 6, Brunetti 6, Mandrelli 5,5 (43’ st Del Moro sv); Ouali 5,5 (25’ st Orsi 5,5), Angiulli 6 (43’ st Del Pinto sv), Origlio 5,5 (35’ st Piscitella sv); Banegas 6, Marcheggiani 5,5, Costa Ferreira 5,5 (35’ st Alessandro sv). A disp: Cerroni, Modesti, Di Santo, Mantini. Allenatore: Cappellacci.

Arbitro: De Stefanis di Udine.
Reti: Banegas al 15 st (rigore) e Cardillo 34’ st.
Note: angoli 5-4. spettatori 550 circa Ammoniti. Pasqui,Calisto, Albanesi.
MONTEROTONDO
Un altro pareggio. Finisce 1-1 al Pierangeli di Monterotondo la sfida tra i padroni di casa e L’Aquila. Rossoblù che sprecano l’ennesima occasione per rendere più bella la classifica del girone F dopo l’incrocio coi laziali del Monterotondo che poteva lasciare immaginare una gara meno complicata, classifica alla mano. Ma in questo girone ogni sorpresa è dietro l’angolo e, come nel match di andata, L’Aquila l’ha subita sulla propria pelle. La vetta resta a cinque punti e domenica i rossoblù affronteranno in casa proprio la capolista Campobasso, che ieri ha pareggiato tra le mura amiche contro l’Atletico Ascoli. Cappellacci mette subito dentro Mandrelli a sinistra al posto dello squalificato Bellardinelli e Del Pinto si accomoda in panca causa rischio cartellino che potrebbe costare il big-match col Campobasso. Per il resto stessi uomini del derby col Chieti. Polverini deve fare a meno di Manca squalificato e si mette a specchio con L’Aquila con Milani, Perrotta e Squerzanti lì davanti nel tridente. La gara scivola via senza grosse emozioni coi laziali bravi a chiudere gli spiragli ai tentativi aquilani che spesso risultano lenti e prevedibili. Laziali che giocano con coraggio e piglio interessante, a dispetto di una posizione di classifica che invece dovrebbe generare poco entusiasmo. Al 34esimo L’Aquila ci prova con la tecnica e con gli scambi veloci sulla trequarti, ma Costa Ferreira non trova forza e precisione col mancino dopo l’ottimo break di Ouali e il servizio di Banegas. Passano 5 minuti e i rossoblù ci provano con lo stesso leit motiv, stavolta il pallone arriva sui piedi di Angiulli che col mancino crea più di un brivido ai laziali. L’Aquila cerca di alzare il baricentro col Monterotondo che sfrutta però bene gli spazi, soprattutto sull’out di sinistra: stavolta è Milani a scappare a Giuliodori e sul velenoso tiro-cross Michielin è costretto alla smanacciata. Ad inizio ripresa L’Aquila parte con il piglio giusto quando attorno al terzo minuto ci prova col solito fraseggio che termina sul destro di Origlio che di prima intenzione non trova lo specchio di Casagrande. L’Aquila insiste e al 13’ trova l’episodio per cambiare volto al match. Sul controllo in area di Marcheggiani, il centravanti viene toccato sulla caviglia da Calisto. De Stefanis di Udine non ha dubbi malgrado le proteste. Banegas prende prima il pallone, poi mira l’angolino, andandosi a prendere l’undicesima marcatura in campionato. o 0 L’Aquila in vantaggio. Il Monterotondo non si abbatte e quasi per caso, con una clamorosa ripartenza rischia di prendersi il pari quando Giuliodori, in spaccata, sfiora l’assurdo autogol. Per sua fortuna Michielin è attento, andando a evitare la frittata in spaccata. Cappellacci al 25’ opera il primo cambio. Il Monterotondo non demorde e dopo tre corner consecutivi chiede il calcio di rigore per un tocco di mano in area. De Stefanis decide di proseguire scatenando le polemiche. Laziali che dopo 2 minuti trovano comunque il pari col neoentrato Cardillo che su traversone da sinistra sovrasta Mandrelli andando a centrare il gol dell’1-1.
Lorenzo Valleriani
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