Calcaterra non vuole Di Cecco ai Mondiali: coinvolto nel doping

PESCARA. È diventato un caso spinoso lo sfogo di Giorgio Calcaterra, l’ultramaratoneta campione del mondo in carica della 100 Km, che dovrà difendere i colori dell’Italia al Campionato del Mondo...
PESCARA. È diventato un caso spinoso lo sfogo di Giorgio Calcaterra, l’ultramaratoneta campione del mondo in carica della 100 Km, che dovrà difendere i colori dell’Italia al Campionato del Mondo della specialità, in programma il 28 novembre prossimo a Doha, in Qatar.
Lo dovrà fare insieme a un compagno di squadra ritenuto “scomodo” e “non gradito” dall’atleta romano, Alberico Di Cecco, che è stato convocato per la stessa manifestazione dal responsabile della Nazionale Italiana Iuta (Italian Ultramaraton Trail Association), l’aquilano Maurizio Riccitelli.
Calcaterra ha espresso il suo stato di disagio nel rappresentare l’Italia con Di Cecco, per la nota squalifica per doping scontata dal quarantenne atleta di Fara San Martino, trovato positivo nel 2008 all’eritropoietina. Attraverso il sito Podisti Net, Calcaterra ha manifestato disappunto per l’insistita negazione di Di Cecco sull’uso di Epo, senza mai aver espresso pentimento delle sue azioni. In particolare, cita una trasmissione alla quale hanno preso parte insieme tempo fa, nella quale Di Cecco avrebbe continuato a negare l’uso di doping. Sta di fatto che la questione è finita sul tavolo dei vertici federali, già alle prese con un altro caso imbarazzante di stretta attualità, quello di Patricia Girard, allenatrice ed ex atleta francese degli ostacoli negli anni Novante e inizio Duemila, chiamata a rivestire l’incarico di advisor, consulente del settore ostacoli della Fidal, nonostante gravi sulla sua carriera una squalifica di due anni per doping.
La Federazione, sentitasi chiamata in causa, attraverso il direttore tecnico Massimo Magnani e il presidente Alfio Giomi, ha dato parere negativo sulla convocazione di Di Cecco, ma al contempo, ha rigettato la decisione sulla Iuta, la federazione italiana di ultramaratona, responsabile delle convocazioni. Insomma, ha condannato la scelta, in base al codice etico del Coni, secondo il quale chi ha scontato due anni di squalifica non può vestire la maglia azzurra, ma in pratica, non se ne è fatta carico. Il presidente Giomi ha però dichiarato la volontà di interrompere i rapporti con la Iuta, e ha annunciato che lo farà in occasione del consiglio federale di oggi. Secondo i “Regolamenti di Ultramaratona e Ultrail”, approvati dalla Fidal nel 2012, al punto 4.2 viene messo in evidenza che un coordinatore tecnico Federale si occupa delle selezioni delle rappresentative nazionali per gli eventi internazionali di ultramaratona promossi dalla Iaaf, avvalendosi della collaborazione dell’Area Tecnica della Iuta. E qui, entra in gioco la figura di Riccitelli che, tramite il canale Facebook, fa sapere che si è limitato ad agire in base al regolamento.
Roberto Ragonese
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