«Calcio ai testicoli all’arbitro»: cinque anni a Caroso
Massimo della pena al giocatore del Cugnoli (Prima categoria), inibito fino al 2019 Di Donato
Tanto tuonò che piovve. Le avvisaglie c'erano state già nelle ultime due settimane, dopo una prima metà di stagione sostanzialmente priva di episodi di violenza. Nulla a che vedere comunque con quanto accaduto domenica scorsa a Cugnoli, al termine dell'incontro di Prima categoria (girone C) Cugnoli-Virtus Pratola. Stando infatti al referto arbitrale, al triplice fischio il diretttore di gara (il 21enne Mario Leone della sezione di Avezzano), dopo essere stato accerchiato, offeso e spintonato da alcuni atleti della squadra locale, veniva colpito con un violento calcio alla tibia dal 41enne calciatore del Cugnoli Francesco Di Donato. Accompagnato verso gli spogliatoi dal tecnico di casa Enzo Palli, intervenuto nel frattempo per proteggerlo, lo stesso Leone veniva poi aggreditato da un altro calciatore del Cugnoli: il 22enne Manuel Caroso, che dopo averlo colpito con un violento calcio ai testicoli, gli dava una manata sul volto facendogli sbattere la testa contro la porta dello spogliatoio. Colpi tali da costringere il giovane arbitro a recarsi presso il pronto soccorso dell'ospedale di Avezzano per gli accertamenti del caso. Episodi gravissimi sui quali è ovviamente intervenuto il giudice sportivo regionale, squalificando fino al 28 febbraio 2019 il Di Donato, per poi infliggere, al Caroso, il massimo della pena, ovvero la squalifica per cinque anni (fino al 28 febbraio 2022), con preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o categoria della Figc. «Mi sembra il minimo», tuona il presidente dell'Aia Abruzzo Angelo Giancola, «per episodi fuori dal mondo e per questo privi di qualsiasi giustificazione». A far esplodere le proteste, verbali e non, dei tesserati del Cugnoli, pare sia stato l'annullamento, per fuorigioco, di una rete. «Così risulta anche a me. Peccato che in occasione di un'analoga decisione in precedenza presa dal Leone, che per fuorigioco aveva annullato un gol della squadra ospite, lo stesso sia stato addirittura applaudito dai locali... E pensare che la prima parte della stagione ci aveva fatto illudere di poter finalmente celebrare la fine di certi eccessi», prosegue il numero uno degli arbitri abruzzesi, che subito dopo rincara la dose, avvertendo: «La questione non finisce qui. I due vigliacchi, perché così bisogna chiamare chi colpisce alle spalle una persona indifesa, dovranno rispondere anche in via legale del loro comportamento. Ed in tal senso, siamo pronti a muoverci anche noi, come comitato. A nome del quale tengo però a ringraziare il tecnico del Cugnoli (Enzo Palli, ndc) per il suo esemplare comportamento. L'esatto contrario di chi», l'ultima stoccata di Giancola, «parlando sugli organi di stampa di presunto razzismo, da parte nostra, nei confronti delle neopromosse, non fa altro che fomentare gli animi, creando di fatto i presupposti per episodi come quello avvenuto domenica scorsa».
Stefano De Cristofaro
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