Ciclismo

Ciccone, beffa al fotofinish: il teatino argento Europeo. «Perdere così fa molto male»

5 Ottobre 2026

Ciclismo, l’Abruzzo in vetrina. Finale pazzesco in Slovenia: vince Evenepoel in volata per questione di millimetri sul corridore azzurro

La gioia, il fiato sospeso e la beffa. Aveva già una mano sulla vittoria, ma proprio sul traguardo il traguardo si è spostato più in là. La linea d’arrivo era lì. Giulio Ciccone da Brecciarola la vedeva, il belga Remco Evenepoel la inseguiva. Il 31enne corridore teatino era davanti, la bicicletta lanciata, le gambe spremute fino all’ultima goccia. Dietro, il belga provava a riaprire una corsa che sembrava ormai chiusa. Poi sono arrivati fianco a fianco nella volata finale. E il campione d’Europa, alla fine, è stato Evenepoel. È stata una questione di un gesto, di una frazione di secondo, di quella bicicletta spinta in avanti proprio nel momento giusto.

Il fotofinish ha tolto a Ciccone la vittoria quando sembrava già nelle sue mani, trasformando una giornata che poteva diventare storica in un argento agrodolce. Ma prima del verdetto c’è stata una gara da protagonista. Una gara in cui il corridore teatino ha avuto il coraggio di stare davanti, di giocarsi tutto e di arrivare all’ultimo chilometro con la possibilità concreta di diventare campione d’Europa.

Lo show nel finale. A Sencur, dopo 196 chilometri da Lubiana, la storia si è decisa così: non sulla strada, non sulle salite, non nei chilometri percorsi, ma negli ultimi centimetri. Ciccone è arrivato al finale e ha affrontato la volata a due con Evenepoel senza nascondersi. Quando la strada ha condotto verso l’ultima curva, l’azzurro ha preso la testa, dopo l’errore del belga, e ha rilanciato. Una scelta coraggiosa, quella di anticipare lo sprint e provare a sorprendere Evenepoel. Per qualche secondo ha funzionato. Remco ha perso terreno e Ciccone ha continuato a spingere, con il traguardo sempre più vicino. La maglia da campione d’Europa sembrava destinata a finire sulle spalle del corridore di Chieti. Invece Evenepoel ha trovato una risposta da campione. Ha continuato a spingere quando la vittoria sembrava ormai lontana, recuperando metro dopo metro. Ciccone ha provato a resistere con le ultime energie, ma il margine si è assottigliato fino all’ultimo respiro.

Il fotofinish. Poi la linea. Lì Remco ha piazzato il colpo di reni come un felino, braccia distese, schiena appiattita, bicicletta spinta in avanti sulla preda. Ha arpionato la vittoria. Ciccone, in questo momento fatale, è arrivato con le braccia leggermente piegate, la schiena ancora incurvata. Ha dato sì il colpo di reni, ma un attimo dopo. Non è stato chirurgico, sulla linea. L’unico errore, piccolo seppure decisivo da diventare enorme, in una gara perfetta e da applausi scroscianti. È servito il fotofinish per stabilire il vincitore e il verdetto ha premiato Evenepoel. Mezzo pollice di copertone, meno di un centimetro (a essere generosi). Questa è la differenza tra Remco e Giulio sul traguardo di Sencur.

Presente e futuro. Un argento che pesa, ma che racconta anche la dimensione della prova dell’azzurro in forza alla Lidl-Trek, ma in odore di passaggio agli elvetici del team Pinarello Pro Cycling. Dopo la splendida prova al Mondiale in Canada, è stato protagonista fino all’ultimo anche ieri, capace di mettere alle corde uno dei grandi favoriti e di giocarsi il titolo senza paura.

Sul terzo gradino del podio è salito un altro italiano, Christian Scaroni, staccato di 59 secondi dalla coppia di testa. Per Evenepoel è un altro trionfo in una carriera già straordinaria. Dopo l’oro olimpico e il titolo mondiale conquistato nel 2022, il belga aggiunge anche quello europeo, succedendo nell’albo d’oro a Tadej Pogačar. L’Italia torna sul podio della rassegna continentale dopo i quattro successi consecutivi ottenuti tra il 2018 e il 2021 con Matteo Trentin, Elia Viviani, Giacomo Nizzolo e Sonny Colbrelli. A Ciccone resta l’argento e una certezza: in Slovenia non ha sfiorato soltanto il titolo, ha dimostrato di poterlo inseguire fino all’ultimo colpo di pedale. E nel 2027 farà di tutto per riscrivere la storia e l’Abruzzo è pronto a tifare per lui.

-------------------------------------------------------------------------------------

                                         LE INTERVISTE

PESCARA. Fa male perdere così. A fine gara Giulio Ciccone è un po' deluso Ciccone dopo il traguardo: «Io e Remco siamo arrivati veramente vicini. Penso che nessuno dei due avesse capito chi aveva vinto. Quei minuti dopo l'arrivo, e soprattutto la comunicazione del risultato, sono stati forse i più difficili della mia carriera. Non ho mai vissuto un secondo posto così, perché c'era in palio una maglia. Quando la perdi per così poco fa male. Oggi posso dirlo: c'è delusione, quella vera», osserva il corridore teatino. «Siamo stati super fortunati per la situazione che si era creata e io sono stato fortunato ad avere l'occasione di stare a ruota di Evenepoel. Penso che non si potesse chiedere uno scenario migliore. Le corse sono così. Nel finale non credo di aver sbagliato niente: avevo studiato quella curva, l'ho fatta come volevo e sono uscito come volevo. Remco ha spinto e alla fine è stato più forte... di pochissimi millimetri». L’Abruzzo intero ha fatto il tifo per Giulio e anche il presidente della regione Marco Marsilio si è complimentato con Ciccone. «Ti sei battuto come un leone di fronte ad un campione immenso come Evenepoel. Non hai vinto, ma noi siamo lo stesso orgogliosi di te. Tutto l’Abruzzo ti applaude e ti riconosce come uno dei suoi figli migliori».