Colantuono vota Zeman «Il suo metodo di lavoro prepara testa e gambe»

RIVISONDOLI. Si è fatto quasi due ore di macchina per vedere gli allenamenti del boemo. Ieri il Pescara ha avuto uno spettatore in più durante le sedute di lavoro. Uno spettatore d’eccezione, visto...
RIVISONDOLI. Si è fatto quasi due ore di macchina per vedere gli allenamenti del boemo. Ieri il Pescara ha avuto uno spettatore in più durante le sedute di lavoro. Uno spettatore d’eccezione, visto che nel ritiro di Rivisondoli, è arrivato Stefano Colantuono, 54 anni, ex allenatore di Palermo, Atalanta, Udinese, Catania, Torino e Bari. Ha voluto vedere da vicino il duro lavoro del boemo, anche quello in mezzo alla vallata dell’Altopiano delle Cinquemiglia. «E’ sempre bello vedere il lavoro di Zeman», ha detto l’allenatore arrivato a Rivisondoli di buon mattino. «Le ripetute? Anche io, a livello fisico, faccio una roba del genere nelle preparazioni delle mie squadre. Zeman lo conosco bene e da diverso tempo. Siamo stati avversari, quando io ero ancora un calciatore, e, poi, ci siamo ritrovati da "nemici" anche in panchina». Colantuono vota il metodo boemo: «Superati? No, nel modo più assoluto. Perché, a prescindere dalle nuove metodologie, ritengo che il metodo di Zeman serva per preparare bene le gambe e la testa. Credo che questo sia il miglior modo. Sono venuto a vederlo perché ho preso qualcosa del suo modo di lavorare sul piano fisico e credo molto in questo lavoro». Che serie B si aspetta Colantuono? «La B è strana, guardate il Trapani. Quelle che sono scese dalla serie A sono accreditate per tornare in A, anche per il paracadute (risorse economiche, ndr) a disposizione. E’ un campionato molto livellato e, poi, i play off sono un rebus e quest’anno cambierà anche il regolamento. Noi, a Bari, l’anno scorso, nonostante una squadra decimata dagli infortunati, abbiamo sperato nei play off fino all’ultimo». E nel suo futuro non c’è una panchina all’orizzonte. «Aspetto, con calma. Per quest’anno non ho avuto proposte, dopo aver fatto l’esperienza di Bari». Colantuono è romano, trapiantato a San Bendetto del Tronto, ma con tanto Abruzzo in famiglia. «Sono legato all’Abruzzo perché ho dei parenti a Torano, poi vivo a San Benedetto, vicino al confine. Mia moglie ha diversi parenti a Torano Nuovo e vado spesso lì perché ho casa». Colantuono ama la terra abruzzese, ma ha anche un debole per Zeman e, quest’anno, tiferà per il Delfino. «Quella biancazzurra è una squadra che sicuramente lotterà per le primissime posizioni. La presenza di Zeman, poi, credo che sia una garanzia». (l.d.m.)
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