D’Eramo: «In C grazie a Giampaolo forza Avezzano, devi restare in D»

16 Marzo 2020

ARCHI. Sulle spalle il numero 15. Lo stesso che aveva negli Allievi del Vicenza quando il campo non lo vedeva mai e la domenica gli dicevano sempre di andare in panchina. «Ho deciso di prendere lo...

ARCHI. Sulle spalle il numero 15. Lo stesso che aveva negli Allievi del Vicenza quando il campo non lo vedeva mai e la domenica gli dicevano sempre di andare in panchina. «Ho deciso di prendere lo stesso numero anche a Ravenna per un senso di rivalsa verso chi in passato non mi ha dato fiducia». Michael D’Eramo, 20 anni, oggi è un giocatore professionista. La mezzala di Archi gioca nel girone B di serie C con il Ravenna. Esploso in D con l’Avezzano, a gennaio del 2019 è stato acquistato dallo Spezia che lo ha aggregato alla Primavera dove ha segnato 4 gol in 9 partite, uno anche al torneo di Viareggio. In estate il club ligure - con il quale ha altri due anni di contratto - lo ha girato in prestito al Ravenna. Con i romagnoli ha disputato finora 26 partite, segnando due gol, uno contro la Vis Pesaro e uno contro il Rimini. In questi giorni D’Eramo è bloccato in Romagna per l’emergenza coronavirus. «Io vivo a Mezzano, frazione di Ravenna, e qui non ci sono casi», dice D’Eramo. «La situazione peggiore è a Rimini e Forlì, che erano già state dichiarate zone rosse. Speriamo di poter tornare presto alla normalità e di riprendere a giocare».
Come sta andando la sua avventura a Ravenna?
«Bene, sono contento della scelta fatta. Ad agosto dovevo andare al Rimini, poi lì hanno cambiato allenatore e ds e mi hanno detto che non rientravo più nei piani. Così ho scelto Ravenna. Siamo una squadra molto giovane partita con l’obiettivo salvezza. Ora siamo nei play out, ma ce la faremo».
Nel girone B com’è il livello tecnico?
«Alto, ci sono piazze calde come Cesena, Vicenza e Trieste. La stessa Ravenna è una grande piazza. Qui hanno fatto più di mille abbonati».
Lei è entrato nel cuore dei tifosi per aver segnato contro il Rimini.
«Ho realizzato il gol vittoria, quello del 2-1. Con il Rimini è un derby molto sentito qui, sono contento di aver lasciato il segno».
A La Spezia si aspettava di trovare più spazio?
«Fare il doppio salto dalla D alla B non è facile. Io sono arrivato allo Spezia a gennaio. Mi allenavo con la prima squadra e sono stato anche convocato due volte da Marino. In Primavera, comunque, ho fatto bene. Sono di proprietà dello Spezia ed è chiaro che mi piacerebbe tornarci per esordire in B. Adesso, però, penso solo alla salvezza col Ravenna».
Chi deve ringraziare per essere arrivato nei professionisti?
«Federico Giampaolo. Lui mi ha fatto fare il salto di qualità ad Avezzano. Mi ha cambiato ruolo, spostandomi da mezzala a esterno sinistro d’attacco. Con lui feci 8 gol quell’anno. Per me Giampaolo è stato un maestro».
Che ricordi ha dell’Avezzano?
«Splendidi. Tutto l’ambiente di Avezzano mi è rimasto nel cuore. Eravamo un grande gruppo. Ancora oggi mi sento con Pollino, Cerone, Fanti, Pellecchia, Menna, Scutti. Ho sentito poco tempo fa il presidente Paris. Ha ripreso in mano una situazione non facile. Spero che l’Avezzano si salvi».
È vero che dopo l’esperienza a Vicenza non riusciva a trovare squadra?
«Sì, andai con la Berretti del Teramo ma non mi presero. Poi mi allenai con la Val di Sangro e con il Perano in Terza categoria. La svolta fu quando andai ad Avezzano. Inizialmente avrei dovuto fare la Juniores, poi il ds De Angelis e mister Tortora mi portarono subito in prima squadra».
Cosa le manca dell’Abruzzo?
«Gli arrosticini. Qui con me a Ravenna c’è Caidi, ex Teramo, e mi ha detto che appena scendo giù devo riportarglieli».
Chi è il suo idolo?
«Verratti. Andavo sempre a vedere il Pescara allo stadio negli anni di Zeman e lui faceva cose pazzesche».
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