D’Ursi, un gol da applausi: ma non mi fermo qui

L’attaccante campano: «Serve un grande girone di ritorno». Debutto ok per Ierardi: «Mi renderò utile»
PESCARA. Un gioiello atteso quasi 4 mesi. Eugenio D’Ursi dipinge il gol del 2-0 nel pomeriggio di Viterbo, il suo secondo in campionato e il terzo stagionale, con uno splendido tiro a giro. Una perla che sancisce, forse, l’inizio di un nuovo campionato per l’esterno campano.
«Sono contento per il gol e per la vittoria», sottolinea l’attaccante biancazzurro ai microfoni di Rete8, «abbiamo fatto un ottimo primo tempo, che ci dà autostima, ma avremmo dovuto continuare con quel ritmo anche nel secondo. Il mio gol? Spero di farne tanti, anche perché nel girone di ritorno ho sempre segnato parecchio. Ma anche se non dovessi segnare, e dovessimo vincerle tutte, mi andrebbe bene lo stesso». Il girone d’andata è stato complicato per D’Ursi, che aveva segnato solo in Coppa Italia con il Grosseto (il 15 settembre) e poi nella sconfitta all’Adriatico contro la Reggiana (il 3 ottobre). «Sono stato sfortunato nel girone d’andata», ammette l’ex Bari, «ma se dovessi cominciare a fare qualche gol anche bruttino andrebbe bene lo stesso (ride, ndr). Sono fiducioso perché la squadra è in miglioramento. Speriamo di continuare così per arrivare all’obiettivo finale».
Primi sorrisi anche per il difensore Mario Ierardi, arrivato pochi giorni fa dal Vicenza e gettato nella mischia dal tecnico Auteri nel momento di massima pressione della Viterbese. «Non era facile perché sono entrato in campo in una fase critica, in cui loro attaccavano», sottolinea il 23enne «ma sono contento di aver portato a casa la vittoria. Sono arrivato da poco e mi sono messo subito a disposizione del mister. Sono già pronto, non devo recuperare la condizione fisica ma solo rispondere presente se il mister mi butta dentro. Il mio ruolo? In un reparto a tre ho sempre giocato come terzo difensore di destra, ma devo saper fare tutto. A Vicenza la squadra era un po’ vecchiotta, qui a Pescara sono contento di aver trovato un gruppo giovane. Non c’è predominanza da parte di qualcuno. Perché ho scelto Pescara? Mi avevano detto che la città era meravigliosa. Poi il rapporto con Matteassi (il ds, ndr) ha fatto la differenza e mi sono convinto ad accettare la proposta». (d.b.)
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