Da San Marino alla Turchia quando lo sport è un’unica festa

7 Settembre 2015

PESCARA. Sono stati i Giochi di Pescara, dell'Abruzzo e di tutti coloro che ai Giochi hanno contribuito, dal vertici istituzionali, ai volontari e al pubblico, vero protagonista di questi giorni....

PESCARA. Sono stati i Giochi di Pescara, dell'Abruzzo e di tutti coloro che ai Giochi hanno contribuito, dal vertici istituzionali, ai volontari e al pubblico, vero protagonista di questi giorni. Sono stati i Giochi delle storie che abbiamo raccontato, dalle medaglie italiane ai ragazzini “terribili” di San Marino, autori di un bronzo nel beach tennis. E ancora, sono stati i giochi degli egiziani con il capo coperto dal velo (alcuni), e i giochi delle slovene del beach volley, vecchia conoscenza di Pescara dall'ormai lontano 2009.

Sono stati anche i Giochi di Assonautica, il cui lavoro silenzioso ha assicurato lo svolgimento di tutte le discipline acquatiche, dal nuoto pinnato alla canoa, dall'aquathlon allo sci acquatico.

Sono stati i Giochi della squadra turca di beach soccer che, nell'attesa della cerimonia conclusiva, si riunisce intorno ad un telefono per seguire gli ultimi attimi della partita che vede impegnata la Nazionale di Fathi Terim nel delicato match con l'Olanda. E quando la partita finisce, con il punteggio di 3-0, anche i volontari italiani intonano il coro "Turchia, Turchia", ricevendo gli applausi dei ragazzi in maglia rossa. Perché, questi Giochi sono stati tutti una festa e con una festa, una grande festa, si sono conclusi. (a.d.s.)