Frosinone in serie A, la favola dei fratelli Ciofani

1 Giugno 2015

I due marsicani protagonisti in Ciociaria, Daniel: «Lotito ci aveva visto lungo». Matteo: che emozione

PESCARA. Tutto vero. Il sogno del Frosinone e dei fratelli Ciofani è diventato realtà. A distanza di oltre un secolo dalla sua fondazione, il club ciociaro è approdato per la prima volta in serie A. Tra i protagonisti della storica impresa ci sono gli abruzzesi Matteo e Daniel, entrambi cresciuti nel Pescara. Un risultato incredibile per il laterale difensivo e per il centravanti di Cerchio che si preparano ad affrontare i grandi campioni del calcio italiano.

Il sogno di Matteo, terzino destro, sarebbe quello di fermare uno tra Tevez, Higuain o Felipe Anderson, mentre Daniel, attaccante puro, già immagina un duello senza esclusione di colpi con Barzagli, il suo difensore preferito. A Frosinone si è creato un mix esplosivo: una seria programmazione della società, un allenatore emergente (Roberto Stellone), un gruppo affiatato e una tifoseria entusiasta già dalla scorsa estate per la vittoria del campionato di Lega Pro. «Sì», spiega Daniel, «tutte le componenti hanno remato verso la stessa direzione, compresa la stampa. È stato un epilogo inaspettato». La settimana che ha preceduto l'ultima gara casalinga con il Crotone è stata molto intensa. «Abito vicino allo stadio e prima di quella partita ho incontrato tantissimi tifosi che ripetevano la stessa frase: “Mi raccomando, mi raccomando”. Insomma non potevamo sbagliare e per fortuna è andata bene». Al triplice fischio c’è stato il tripudio. «Per prima cosa ho ringraziato Dio, poi dopo l’abbraccio con Matteo ho cercato gli sguardi dei miei genitori (Emilia e Tonino, ndc), della mia fidanzata Raffaella e di amici e parenti che erano in tribuna».

Ha chiuso il torneo con 13 gol, uno in meno rispetto a Dionisi. «Siamo stati bravi, ma la differenza l'ha fatta il gruppo: da noi non esistono “prime donne”. Il merito è di Stellone che ha saputo coinvolgere tutti in questo progetto». Daniel non dimentica chi lo ha lanciato. «Ringrazio Marco Giannitti che mi ha voluto a tutti i costi. Per convincermi mi disse che saremmo arrivati presto in serie A: aveva ragione. Un pensiero va anche a Cetteo Di Mascio che mi ha formato come uomo e come calciatore». A breve andrà in vacanza negli Stati Uniti, poi tornerà per misurarsi con le big della A, tra le quali c’è la Lazio di Claudio Lotito. Il patron laziale avrebbe preferito incontrare squadre più blasonate rispetto a Carpi e Frosinone. «Lotito è un intenditore di calcio, ci aveva visto lungo». Anche Matteo Ciofani elogia Stellone. «È un grande allenatore. Con lui si lavora benissimo e nei momenti di difficoltà è molto bravo a togliere la responsabilità dalle spalle dei calciatori». La società ha fatto sapere che il gruppo storico non sarà smembrato, perciò i fratelli Ciofani resteranno in Ciociaria. «Me lo auguro», commenta Matteo, «non vedo l'ora di giocare una gara in A, un torneo duro dove l’aggressività e l’organizzazione non bastano. Servirà tanta qualità, ma i dirigenti sono già all’opera per potenziare la rosa». (g.t.)

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