Gare a porte chiuse, i dilettanti chiedono aiuto alla Regione

9 Settembre 2020

La Prefettura di Chieti nega l’apertura al pubblico (anche minima) per le partite della coppa Italia di Eccellenza

PESCARA. Dalle porte aperte di agosto alle porte chiuse di settembre il passo è breve. Anche se sempre di partite di calcio si tratta. E così l’Abruzzo rischia di compiere un passo indietro dopo aver aperto per la prima volta, dopo il lockdown, lo stadio, a Castel di Sangro in occasione delle amichevoli precampionato del Napoli. Una prima volta che è stata presa ad esempio nel resto d’Italia fino a Parma-Empoli di domenica scorsa, amichevole giocata al Tardini davanti a circa mille persone.
In Abruzzo, fino allo scorso week end anche le amichevoli tra squadre dilettantistiche sono state aperte al pubblico in osservanza delle disposizioni contenute nell’ordinanza numero 78 della Regione dell’agosto scorso. Adesso che sta per iniziare la stagione ufficiale con le prime partite ufficiali di coppa Italia di Eccellenza, invece, c’è una prospettiva opposta. Una volontà espressa dalla Prefettura di Chieti alle società che hanno chiesto lumi sulla presenza di ordine pubblico per le partite di domenica.
Secondo la Prefettura, infatti, il Dpcm è chiaro e gli impianti sportivi non possono essere aperti per gli impegni organizzati dalle federazioni. Nemmeno con una presenza di spettatori inferiore a un terzo della capienza, con la mascherina e con biglietti nominali in modo tale da tracciare il pubblico sugli spalti. Di certo, la Prefettura di Chieti intende il Dpcm prevalente rispetto all’ordinanza regionale che pure ha permesso la disputa del trofeo Matteotti di ciclismo e lo svolgimento del ritiro precampionato del Napoli a Castel di Sangro. Alla disposizione della Prefettura teatina con ogni probabilità si adegueranno i presidi degli altri capoluoghi. Ed è per questo motivo che i vertici della Lnd Abruzzo hanno reiterato la richiesta di incontro urgente con la Regione Abruzzo per capire come fare. Al presidente Marsilio e agli assessori Verì e Liris, rispettivamente, con delega alla sanità e allo sport.
Fino a lunedì sera il presidente Daniele Ortolano aveva auspicato l’apertura degli impianti, magari a un numero di spettatori di gran lunga inferiore alla capienza in modo tale che il distanziamento sociale fosse fisiologico. A livello dilettantistico, specialmente in Abruzzo, la presenza degli spettatori è relativa. Discorso diverso per stadi come quelli di Avezzano, Lanciano, Chieti e L’Aquila che hanno una capienza di migliaia di posti e quindi si potrebbero permettere un numero maggiore di spettatori, sempre in ossequio alle ristrettezze legate al Covid e con biglietti nominali. La Lnd Abruzzo sarebbe disposta anche a vietare le trasferte in modo tale che agli impianti possano accedere solo i cittadini residenti o quelli nei paesi limitrofi.
Insomma, tutto tranne la mortificazione delle porte chiuse visto che la curva epidemiologica non è mutata granché da agosto ai primi di settembre. Aprire i campi di calcio significa anche permettere alle società di fare pubblicità attraverso striscioni o cartellonistica; al contrario verrebbero meno altri soldi nei preventivi di spesa.
Dopo l’ultimo Dpcm, però, c’è bisogno di un’ordinanza in deroga della Regione, una volontà precisa che la giunta Marsilio ha già manifestato nello scorso mese di agosto quando c’erano in ballo eventi a cui ha concesso anche dei contributi.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA