Giampaolo: è come se un giudice mi avesse tolto l’ergastolo

EMPOLI. «È una grande opportunità, è come se fosse arrivato un giudice che mi avesse tirato fuori dall’ergastolo, adesso sono libero anche se con la condizionale». Descrive così il suo ritorno in...
EMPOLI. «È una grande opportunità, è come se fosse arrivato un giudice che mi avesse tirato fuori dall’ergastolo, adesso sono libero anche se con la condizionale». Descrive così il suo ritorno in serie A Marco Giampaolo che da ieri è a tutti gli effetti il nuovo allenatore dell’Empoli. Un ritorno nella massima categoria dopo aver ricominciato con la Cremonese in Lega Pro. Ora un nuovo inizio. «Si tratta di una chance importante per me», spiega l’ex Siena e Catania, «in una squadra che continua a fare calcio, una delle poche realtà rimaste di questo tipo nel calcio italiano. Ho deciso io di firmare un contratto per una sola stagione», rivela il tecnico di Giulianova, «la fiducia me la voglio guadagnare lavorando sul campo, sarebbe un orgoglio se tra dieci mesi la società venisse da me e mi chiedesse il rinnovo del contratto».
L’eredità di Sarri? «Maurizio lo conosco da 10 anni», spiega Giampaolo, «è venuto spesso a trovarmi in passato, ci siamo spesso confrontati e posso dire che tra me e lui c’è una continuità di idee, quello che ha fatto ad Empoli in questi anni è stato straordinario, stagioni così lasciano una traccia indelebile e questo è un patrimonio che non va disperso. A me sta la capacità di proseguire in un certo tipo di lavoro e rispettare gli obiettivi del club. Per questo vogliamo giocatori motivati che in campo possano dare tutto». Il tecnico parla poi del primo impatto con la piazza e inizia a disegnare quello che sarà l’Empoli del futuro. «Ho avuto un bell’impatto una bella accoglienza sia dai tifosi che dalla società. Al centro del nostro progetto c’è il lavoro non dobbiamo far altro che proseguire con la filosofia che è stata impostata negli ultimi anni».

