Gravina: «Verratti straordinario, ora sogno la Nazionale in Abruzzo»

17 Luglio 2021

Il numero uno della federazione ospite stasera a Ripa Teatina per ricevere il premio Rocky Marciano «Il trionfo agli Europei ha unito il Paese. Marco? Quando si è fatto male prima del ritiro ho tremato...» 

RIPA TEATINA. Dal miracolo del Castel di Sangro al sogno Azzurro di Wembley di anni ne sono passati tantissimi, ma la firma in calce è sempre la stessa e ha l’Abruzzo nel dna. Gabriele Gravina, presidente della Figc, stasera a Ripa Teatina riceverà il premio Rocky Marciano come sportivo abruzzese dell’anno. Neanche una settimana fa il trionfo all’Europeo, con una nazionale che ha saputo far riabbracciare milioni di persone in un momento così difficile. Gravina si racconta al Centro partendo proprio da Wembley e dal momento in cui Chiellini ha alzato quella coppa riportata in Italia dopo 53 anni.
Presidente, cosa ha provato in quel momento?
«Una gioia indescrivibile, come quella che hanno vissuto milioni di italiani desiderosi finalmente di abbandonarsi in un grande abbraccio che ha unito l’Italia. Poter esultare con il presidente della Repubblica al fianco ti dà la dimensione dell’impatto che il calcio ha sul nostro Paese. La vittoria sull’Inghilterra è il premio di oltre tre anni di lavoro in cui abbiamo gettato le basi di uno straordinario Rinascimento azzurro».
C’è un po’ di Abruzzo in questa Nazionale. Oltre a lei, anche Marco Verratti.
«Un ragazzo straordinario, un calciatore nel pieno della maturazione tecnico-atletica. Quando si è infortunato prima del ritiro abbiamo tremato: bravo lui, lo staff medico e il ct Mancini a recuperarlo nei tempi giusti. Insieme a Verratti però ci sono anche Immobile e Insigne, che hanno scritto una delle pagine più belle del calcio abruzzese con il Pescara di Zeman».
Sono maturi i tempi per una partita della Nazionale in Abruzzo? Ha già in mente una data?
«È un mio sogno, per realizzarlo però ci voglio impianti in grado di poterla ospitare».
Come sta il calcio italiano? E che novità ci sono per la riforma della serie B?
«Il calcio italiano è vitale nonostante i problemi economici, dobbiamo intervenire in tempi brevi proprio per arrestare la pericolosa emorragia di società che abbiamo riscontrato anche in sede di iscrizione ai campionati. La riforma del sistema non è più rinviabile».
Oggi riceverà il premio di sportivo abruzzese dell’anno.
«È una bella soddisfazione per cui ringrazio la giuria e gli organizzatori. Personalmente i primi sei mesi del 2021 sono stati caratterizzati da diversi successi in Figc, in Uefa e al Coni, ma nulla può essere paragonato alla vittoria dell’Europeo. Questa Nazionale ha fatto la storia».
E adesso il Mondiale...
«Prima la Nations League a ottobre: la organizziamo in casa e sarebbe bello poter regalare ai nostri tifosi la possibilità di gioire ancora, stavolta in uno stadio italiano. Poi penseremo al Mondiale, dove non partiremo più da outsider».
Gravina saluta, si mette in macchina e parte destinazione Abruzzo e Ripa Teatina per alzare al cielo il premio Marciano. E il suo sogno nel cassetto è un po’ il sogno dei tantissimi sportivi abruzzesi che vorrebbero ammirare da vicino gli azzurri. Un sogno da realizzare al più presto. Ma mica finiscono qui gli obiettivi. L’Europeo 2028 (o il Mondiale 2030) da organizzare in Italia è già scritto in grassetto e sottolineato di rosso nella sua agenda personale.
Enrico Giancarli
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